Negli USA sono già uno su sei i navigatori Internet che utilizzano dispositivi e connessioni wireless per collegarsi in rete.
Il sorprendente dato emerge da una ricerca del “Pew Internet and American Life Project” che fotografa la crescita e le novità nell´utilizzo di Internet, attraverso il "Wi-Fi", ossia tutte le tecnologie che si connettono tra di loro senza l’utilizzo di fili e cavi di collegamento.
Secondo i risultati diffusi, gli internauti americani hanno un interesse crescente verso Internet e svolgono sempre più attività attraverso la grande rete: tre quarti degli americani adulti usano il computer e ben il 63% naviga nel web.
Inoltre uno su quattro ha preso parte ad aste online e il 65% utilizza servizi di e-commerce per fare acquisti.
Andrea Pietrarota
lunedì 18 luglio 2005
Internet: il boom del 'senza fili'
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Andrea Cav. Pietrarota
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sabato 16 luglio 2005
Assegnate le Bandiere Blu alle Spiaggie del Lazio: ai Comuni di Gaeta, Sperlonga, Sabaudia, Nettuno e Anzio
Gaeta, 16 luglio 2005
Le Bandiere Blu sulle spiagge del Lazio
Sabato 16 luglio, una grande festa celebrerà la cerimonia ufficiale di consegna delle Bandiera Blu conferita ai Comuni di Gaeta, Sperlonga, Sabaudia, Anzio e (per il porto), Nettuno assegnate dalla FEE, la Fondazione Internazionale per l’Educazione Ambientale in stretta collaborazione con il COBAT (Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste) e il COOU (Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati), i Consorzi Nazionali istituiti per legge per la raccolta e il riciclo di batterie esauste ed oli usati, che da anni sono impegnati per evitare la dispersione in mare di questi rifiuti altamente pericolosi per l’ecosistema marino.
A consegnare l’ambito vessillo ai Sindaci dei Comuni, saranno il Segretario Generale della FEE Italia, Giulio MARINO insieme con il Coordinatore delle aziende di raccolta del Centro Sud del COOU, Marco PAOLILLI il Responsabile Campagne Speciali del COBAT Luigi DE ROCCHI, che parleranno della pericolosità di oli e batterie esauste.
COOU E COBAT: l’importanza del recupero di oli lubrificanti usati e batterie esauste
Questi due rifiuti, se eliminati in modo scorretto, si trasformano in potenti agenti d’inquinamento. Le implicazioni ambientali di un improprio comportamento sono, infatti, devastanti, poiché l’olio lubrificante crea nell’acqua una sottile pellicola che non consente lo scambio di ossigeno e dunque il mantenimento della vita dell’ecosistema sottostante. Basta pensare che il cambio dell’olio di un’automobile, se versato in mare, inquina una superficie grande come un campo di calcio.
Le batterie utilizzate dai natanti per l’avviamento dei motori, una volta esaurite, sono rifiuti estremamente pericolosi per via dell’elevato contenuto in sostanze tossiche e aggressive, quali piombo e acido solforico.
Gettare in mare questi rifiuti è, quindi, un gesto irresponsabile che provoca seri danni alla flora ed alla fauna sottomarine.
Se raccolti con cura e riutilizzati, forniscono un contributo positivo alla bilancia dei pagamenti del nostro Paese, consentendo di risparmiare sulle importazioni di piombo e petrolio.
I dati di raccolta e COOU COBAT
Nel 2004 il COOU ha raccolto 210.037 tonnellate di oli usati, raggiungendo il record dei venti anni di attività del Consorzio. La quantità di olio raccolto è pari all’87% dell’olio raccoglibile; il Consorzio con 165.056 tonnellate di olio avviato a rigenerazione, detiene il primato europeo. Nella Regione Lazio sono state raccolte 12.057 tonnellate di olio usato, nel Comune di Gaeta sono state raccolte 60 tonnellate, e nelle province di Latina e Roma rispettivamente 1.535 e 7.521.
L’anno scorso, il COBAT ha raccolto e avviato al riciclaggio 16 milioni di batterie esauste (circa 192.000 tonnellate), con una percentuale di recupero prossima alla totalità dell’immesso, che ha posto l’Italia al vertice mondiale nella raccolta di questi rifiuti pericolosi e ha fatto risparmiare 76 milioni di euro sull’importazione di metallo piombo.
Nella Regione Lazio sono state raccolte nel 2004 oltre 15.700 tonnellate di accumulatori esausti, con la Provincia di Latina e il Comune di Gaeta che hanno registrato rispettivamente 3.800 e 21,600 tonnellate di accumulatori raccolti. Nei primi 6 mesi del 2005 nel Lazio sono state raccolte e avviate al riciclo quasi 9.000 tonnellate di accumulatori, con un incremento di pari al 10,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
L’impegno di COOU e COBAT per la tutela del mare
L’impegno dei due Consorzi è ora quello di recuperare le percentuali che ancora sfuggono alla raccolta. “La nautica è uno dei settori maggiormente a rischio per il corretto recupero di batterie esauste ed oli usati - hanno dichiarato i rappresentanti di COOU e COBAT - il nostro impegno nell’assegnare la Bandiere Blu, a fianco della FEE, fa parte di un progetto più ampio, denominato "Isole nel porto", volto a garantire strutture adeguate per la nautica affinché non vengano dispersi nell'ambiente neanche piccoli quantitativi di questi pericolosi rifiuti”.
Le isole nel Porto
Il COOU e il COBAT si sono attivati dal 1999 per sollecitare le Autorità Marittime e le Autorità Portuali nella creazione delle “Isole nel Porto”, strutture funzionali collocate in punti strategici dove gli utenti della nautica da diporto e non, possono consegnare gli oli usati e le batterie, contribuendo così a ridurre notevolmente il rischio di dispersione in mare. Ad oggi sono già 59 le isole ecologiche installate in 31 porti italiani quali Mola di Bari (BA), Barletta (BA), Trani (BA), Taranto, Manfredonia (FG), Ancona, Trieste, Viareggio (LU), Pescara, La Spezia, Savona, Olbia, Cagliari, Castellammare di Stabia (NA), La Maddalena (SS), Golfo Aranci (SS), Palau (SS), Trapani, Porto Empedocle (AG), Riposto (CT), Porto Viro (RO), Marina di Carrara (MS), San Benedetto del Tronto (AP), Sperlonga (LT), Terracina (LT), Gaeta (LT), Castiglione della Pescaia (GR), S. Teresa di Gallura (SS), Maratea (PZ). E attualmente sono in trattativa numerosi altri porti di interesse sia commerciale che turistico come Siracusa, Rimini, Formia (LT), Bari.
Ufficio stampa: H&K GAIA
Andrea Pietrarota, 335.5640825 - pietrarotaa@hkgaia.com
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Andrea Cav. Pietrarota
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mercoledì 13 luglio 2005
La Bandiera Blu sventola sulle spiagge di Civitanova Marche
Grande festa per la cerimonia ufficiale dell’alzabandiera del vessillo blu
Venerdì 15 luglio, dalle ore 16.00 / 23.00
Zona Portuale – Civitanova Marche
Venerdì 15 luglio, una grande festa celebrerà la cerimonia ufficiale di consegna della Bandiera Blu conferita al Comune di Civitanova Marche, assegnata dalla FEE, la Fondazione Internazionale per l’Educazione Ambientale in stretta collaborazione con il COBAT e il COOU, i Consorzi Nazionali istituiti per legge per la raccolta e il riciclo di batterie esauste ed oli usati, che da anni sono impegnati per evitare la dispersione in mare di questi rifiuti altamente pericolosi per l’ecosistema marino.
Le Bandiere Blu, si ricorda, vengono assegnate in tutto il mondo alle località balneari che si distinguono per la qualità del mare, la pulizia delle spiagge, le strutture turistiche, i servizi offerti e le raccolte differenziate dei rifiuti.
Nel 2005 le Bandiere Blu sono state assegnate alle spiagge di 90 Comuni Italiani e la Regione Marche ne vanta ben 11: oltre a Civitanova Marche, hanno avuto il riconoscimento le spiagge di Gabicce Mare e Pesaro (PS), Senigallia, Sirolo e Numana (AN), Porto Recanati (MC), Cupra Marittima, Grottammare, San Benedetto del Tronto, Porto San Giorgio (AP);
A consegnare l’ambito vessillo al Sindaco di Civitanova Marche, Erminio MARINELLI, saranno il Segretario Generale della FEE Italia, Giulio MARINO insieme con il Responsabile Operativo del COOU Franco BARBETTI e la Responsabile Comunicazione COBAT Chiara BRUNI, che parleranno della pericolosità di oli e batterie esauste, e illustreranno il progetto nazionale delle “Isole nel Porto”, nato ad Ancona nel 1999, proprio per evitare la dispersione in mare di questi rifiuti tossici-nocivi.
La cerimonia sarà presenziata dall’Assessore al Turismo, Sergio MARSETTI,il Presidente della Provincia Giulio SILENZI, il Consigliere Regionale Ottavio BRINI, Sua Eccellenza il Prefetto Carmelo ARONICA, il Comandante di Vascello Massimo MOSCONI. Nel corso della manifestazione sono previsti intrattenimenti musicali e danze caraibiche e a tutti i bambini intervenuti saranno regalati i gadget della FEE, del COBAT e del COOU. La serata sarà allietata dall’esibizione degli sbandieratori e tamburini.
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Andrea Cav. Pietrarota
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venerdì 8 luglio 2005
Le bandiere blu sventolano sulle spiaggie pugliesi
L’impegno di COOU e COBAT a fianco della FEE per la tutela del mare
ufficio stampa: H&K GAIA
Andrea Pietrarota, 335.5640825 pietrarotaa@hkgaia.com
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mercoledì 6 luglio 2005
Rapporto COBAT 2004 - Responsabilità economica, ambientale e sociale
Mai come oggi i settori produttivi del nostro paese sono stati investiti di un ruolo di primo piano nell’affrontare il problema della scarsità delle risorse ambientali. Mai come oggi parole come riciclo, risparmio energetico e di materiali, diminuzione delle emissioni inquinanti e salvaguardia del clima hanno acquisito significato e pregnanza.
E’ nel contesto di questa realtà che si è tenuta oggi, presso il Palazzo dell’Informazione di Milano, la conferenza stampa di presentazione del “Rapporto COBAT 2004 - Responsabilità economica, ambientale e sociale”.
Si tratta del 7° Rapporto annuale del Consorzio che – per la prima volta – viene redatto secondo i criteri di un Bilancio di sostenibilità, cioè considerando gli aspetti economici, ambientali e sociali relativi sia alla gestione delle attività interne del COBAT che al funzionamento del sistema di raccolta, recupero e riciclo attivato all’interno della filiera delle batterie al piombo. Questo cambiamento di formula corrisponde all’impegno del Consorzio verso il miglioramento costante delle proprie prestazioni, nell’intento di rendere concreto e trasparente il percorso verso la sostenibilità.
Hanno presentato il rapporto Giancarlo Morandi, presidente del COBAT, Paolo Frankl, direttore scientifico di Ecobilancio Italia, con la partecipazione di Roberto Tortoli, Sottosegretario di Stato all’Ambiente e alla Tutela del Territorio e Edoardo Croci, Vicedirettore IEFE, Università Bocconi.
Il volume di presentazione del rapporto si avvale delle illustrazioni di Riccardo Mannelli, che ha accettato la sfida di rappresentare con immediatezza visiva i nodi concettuali dello sviluppo sostenibile.
La specifica mission del COBAT è ben rappresentata dai numeri della performance economica: nel 2004 il Consorzio ha recuperato oltre 191 mila tonnellate di batterie al piombo esauste, neutralizzato oltre 30 milioni di litri di acido solforico, recuperato più di 10 mila tonnellate di materie plastiche e 1.100 mila tonnellate di piombo.
La produzione annua degli impianti di riciclo permette di soddisfare mediamente oltre il 40% del fabbisogno di piombo nel nostro paese, con evidenti benefici anche sul piano della bilancia commerciale. Lo sviluppo della filiera di recupero delle batterie e di altri rifiuti a base piombosa permette di risparmiare annualmente importi attualmente valutati intorno ai 60 milioni di Euro.
La performance ambientale del sistema COBAT di raccolta e riciclo delle batterie esauste evidenzia, oltre al risparmio netto della risorsa piombo, un notevole contributo sia in termini di risparmio energetico che di minori emissioni di gas serra. Una ricerca commissionata nel 2004 dal COBAT ha valutato che la produzione di piombo primario richiede un consumo di energia tre volte superiore rispetto a quello secondario e che le emissioni di gas serra associate al piombo primario hanno valori superiori di uno o due ordini di grandezza rispetto al piombo riciclato.
Nella consapevolezza del crescente ruolo del riciclo rispetto all’impegno globale nei confronti del clima, il COBAT è stato il primo consorzio italiano ad aderire volontariamente al Kyoto Club – la più importante associazione italiana di imprese, consorzi ed enti locali impegnati nella riduzione delle emissioni di gas-serra – dove partecipa al gruppo di lavoro sul recupero e riciclaggio dei materiali.
Sul piano della qualità, nel 2004 il COBAT ha ottenuto la doppia certificazione ISO 9001 e ISO 14001. E per quanto riguarda il sistema nel suo complesso, tra il 2001 ed il 2004 il numero di raccoglitori in possesso di una certificazione ISO 9000 è più che raddoppiato, le certificazioni ambientali sono arrivate a 46, la quasi totalità dei raccoglitori ha introdotto un sistema di gestione conforme alla norma ISO 14001, e quattro operatori hanno ottenuto la registrazione EMAS.
Ma la vera novità del Rapporto COBAT 2004 è costituita dai parametri di performance sociale. Si tratta del primo tentativo effettuato in Italia di applicare a un Consorzio del riciclo il cosiddetto approccio Triple bottom line, secondo le linee guida della Global Reporting Initiative (GRI), il processo internazionale multistakeholder che mira a diffondere linee guida sui bilanci di sostenibilità.
All’attenzione posta alle risorse umane in termini di sicurezza e qualità del lavoro e all’ampio ventaglio degli stakeholder del Consorzio, si aggiungono iniziative e impegni nei confronti dei processi di sostenibilità, sia a livello locale che globale.
Tra le principali attività realizzate nel 2004:
- “Compatibilmente”: una proposta di educazione per le scuole italiane in collaborazione con grandi quotidiani nazionali e Legambiente.
- “Mountain Tour Panorama-Cobat”: un rapporto sullo stato di salute delle nostre montagne. Progetto di ricerca con il supporto scientifico dell’IMONT, Istituto Nazionale della Montagna.
- “Solar Power for Puno”: un progetto di intervento in una regione rurale del Perù andino, in collaborazione con l’organizzazione non governativa tedesca Inkatec.
- Partecipazione al “Comitato per la diffusione della cultura ambientale”, promosso da Edizioni Ambiente.
Per richiedere il volume: comunicazione@cobat.it
E’ inoltre possibile scaricare il rapporto in formato elettronico dalla pagina "pubblicazione" del sito www.cobat.it .
Per informazioni: HILL & KNOWLTON GAIA
Andrea Pietrarota Tel. 06-4404627 Fax 06-4404604 Cell.: 335-5640825 E-mail:
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Andrea Cav. Pietrarota
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Ottimi risultati di riciclo e nuovo impegno nella trasparenza: i fiori all’occhiello del Cobat
Rapporto COBAT 2004 - Responsabilità economica, ambientale e sociale
Mai come oggi i settori produttivi del nostro paese sono stati investiti di un ruolo di primo piano nell’affrontare il problema della scarsità delle risorse ambientali. Mai come oggi parole come riciclo, risparmio energetico e di materiali, diminuzione delle emissioni inquinanti e salvaguardia del clima hanno acquisito significato e pregnanza.
E’ nel contesto di questa realtà che si è tenuta oggi, presso il Palazzo dell’Informazione di Milano, la conferenza stampa di presentazione del “Rapporto COBAT 2004 - Responsabilità economica, ambientale e sociale”.
Si tratta del 7° Rapporto annuale del Consorzio che – per la prima volta – viene redatto secondo i criteri di un Bilancio di sostenibilità, cioè considerando gli aspetti economici, ambientali e sociali relativi sia alla gestione delle attività interne del COBAT che al funzionamento del sistema di raccolta, recupero e riciclo attivato all’interno della filiera delle batterie al piombo. Questo cambiamento di formula corrisponde all’impegno del Consorzio verso il miglioramento costante delle proprie prestazioni, nell’intento di rendere concreto e trasparente il percorso verso la sostenibilità.
Hanno presentato il rapporto Giancarlo Morandi, presidente del COBAT, Paolo Frankl, direttore scientifico di Ecobilancio Italia, con la partecipazione di Roberto Tortoli, Sottosegretario di Stato all’Ambiente e alla Tutela del Territorio e Edoardo Croci, Vicedirettore IEFE, Università Bocconi.
Il volume di presentazione del rapporto si avvale delle illustrazioni di Riccardo Mannelli, che ha accettato la sfida di rappresentare con immediatezza visiva i nodi concettuali dello sviluppo sostenibile.
La specifica mission del COBAT è ben rappresentata dai numeri della performance economica: nel 2004 il Consorzio ha recuperato oltre 191 mila tonnellate di batterie al piombo esauste, neutralizzato oltre 30 milioni di litri di acido solforico, recuperato più di 10 mila tonnellate di materie plastiche e 1.100 mila tonnellate di piombo.
La produzione annua degli impianti di riciclo permette di soddisfare mediamente oltre il 40% del fabbisogno di piombo nel nostro paese, con evidenti benefici anche sul piano della bilancia commerciale. Lo sviluppo della filiera di recupero delle batterie e di altri rifiuti a base piombosa permette di risparmiare annualmente importi attualmente valutati intorno ai 60 milioni di Euro.
La performance ambientale del sistema COBAT di raccolta e riciclo delle batterie esauste evidenzia, oltre al risparmio netto della risorsa piombo, un notevole contributo sia in termini di risparmio energetico che di minori emissioni di gas serra. Una ricerca commissionata nel 2004 dal COBAT ha valutato che la produzione di piombo primario richiede un consumo di energia tre volte superiore rispetto a quello secondario e che le emissioni di gas serra associate al piombo primario hanno valori superiori di uno o due ordini di grandezza rispetto al piombo riciclato.
Nella consapevolezza del crescente ruolo del riciclo rispetto all’impegno globale nei confronti del clima, il COBAT è stato il primo consorzio italiano ad aderire volontariamente al Kyoto Club – la più importante associazione italiana di imprese, consorzi ed enti locali impegnati nella riduzione delle emissioni di gas-serra – dove partecipa al gruppo di lavoro sul recupero e riciclaggio dei materiali.
Sul piano della qualità, nel 2004 il COBAT ha ottenuto la doppia certificazione ISO 9001 e ISO 14001. E per quanto riguarda il sistema nel suo complesso, tra il 2001 ed il 2004 il numero di raccoglitori in possesso di una certificazione ISO 9000 è più che raddoppiato, le certificazioni ambientali sono arrivate a 46, la quasi totalità dei raccoglitori ha introdotto un sistema di gestione conforme alla norma ISO 14001, e quattro operatori hanno ottenuto la registrazione EMAS.
Ma la vera novità del Rapporto COBAT 2004 è costituita dai parametri di performance sociale. Si tratta del primo tentativo effettuato in Italia di applicare a un Consorzio del riciclo il cosiddetto approccio Triple bottom line, secondo le linee guida della Global Reporting Initiative (GRI), il processo internazionale multistakeholder che mira a diffondere linee guida sui bilanci di sostenibilità.
All’attenzione posta alle risorse umane in termini di sicurezza e qualità del lavoro e all’ampio ventaglio degli stakeholder del Consorzio, si aggiungono iniziative e impegni nei confronti dei processi di sostenibilità, sia a livello locale che globale.
Tra le principali attività realizzate nel 2004:
- “Compatibilmente”: una proposta di educazione per le scuole italiane in collaborazione con grandi quotidiani nazionali e Legambiente.
- “Mountain Tour Panorama-Cobat”: un rapporto sullo stato di salute delle nostre montagne. Progetto di ricerca con il supporto scientifico dell’IMONT, Istituto Nazionale della Montagna.
- “Solar Power for Puno”: un progetto di intervento in una regione rurale del Perù andino, in collaborazione con l’organizzazione non governativa tedesca Inkatec.
- Partecipazione al “Comitato per la diffusione della cultura ambientale”, promosso da Edizioni Ambiente.
Per richiedere il volume: comunicazione@cobat.it
E’ inoltre possibile scaricare il rapporto in formato elettronico dalla pagina "pubblicazione" del sito www.cobat.it.
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Andrea Cav. Pietrarota
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lunedì 4 luglio 2005
Un nuovo modello di sviluppo per un futuro sostenibile per l’umanità e per il Pianeta
Secondo la definizione contenuta nel Rapporto conclusivo della Commissione Brundtland del 1987 e ripresa dalla Conferenza di Rio de Janeiro, per sviluppo sostenibile si intende lo sviluppo che soddisfa i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere la capacità di quelle future di soddisfare i loro. I 3 principali indicatori che permettono di valutare se un processo di sviluppo sia sostenibile sono l’uso delle risorse rinnovabili, delle risorse non rinnovabili e i livelli di inquinamento. Per quanto riguarda le risorse rinnovabili, i tassi di consumo non devono superare i tassi di rigenerazione. Per esempio, la raccolta di legname è sostenibile solo se la quantità di alberi abbattuti non supera quella rimpiazzata naturalmente o artificialmente. Relativamente alle risorse non rinnovabili, i tassi di consumo non devono superare i tassi di sviluppo di risorse sostitutive rinnovabili. Il che significa che se si consuma una certa quantità di combustibile non rinnovabile occorre investire in impianti ad energia rinnovabile in modo da ottenere una quantità di energia rinnovabile equivalente a quella non rinnovabile che è stata persa per sempre. Per quanto riguarda, infine, il tasso d’inquinamento, i tassi di emissione degli agenti inquinanti non devono superare la capacità di assorbimento e rigenerazione da parte dell’ambiente. In questo ambito diviene assolutamente strategica ad esempio, una corretta gestione del ciclo dei rifiuti che deve puntare sul riciclaggio dei materiali e non andare a gravare sui sistemi naturali. Cambiare il modello di sviluppo tradizionale, ispirato al criterio della crescita illimitata, in favore di uno sviluppo sostenibile non comporta una rinuncia a priori alla crescita, ma implica semplicemente che si misuri il benessere non soltanto con il criterio del profitto.
Da questo punto di vista diventa fondamentale il discorso del risparmio e delle fonti energetiche rinnovabili.
Il problema energetico è strettamente correlato alla tutela dell’ambiente per molte ragioni: perché per produrre energia si consumano grandi quantitativi di risorse ambientali; perché le fonti più utilizzate per produrre energia sono quelle fossili come il petrolio e il carbone, altamente inquinanti e responsabili dell’effetto serra e dei conseguenti mutamenti climatici.
Non solo, è divenuto ormai inaccettabile continuare ad ignorare la responsabilità che i paesi del nord del mondo hanno nei confronti di quelli del Sud. Il modello di sviluppo e i consumi energetici imposti dal nostro stile di vita, infatti, hanno le ricadute ambientali più catastrofiche proprio nella parte del pianeta più disagiata.
Si calcola che se tutti quanti si comportassero come un cittadino di un Paese ad alto reddito ci vorrebbero altri 2,6 pianeti per soddisfare le necessità dell’umanità.
Oggi più che mai, l'accettazione di misure incisive per curare la febbre del pianeta, mette tutti davanti alla necessità di individuare strategie per attivare processi di sostenibilità energetica.
Un primo passo importantissimo in questa direzione, si è avuto con l’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, attraverso il quale i Governi di molti paesi si sono impegnati a ridurre le emissioni di CO2 e dei gas climalteranti, nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012.
La strada da intraprendere con urgenza, per fronteggiare questa situazione, è quella della riduzione dei consumi e dell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili che hanno la caratteristica di avere emissioni zero di sostanze inquinanti e di non essere esauribili.
Ma anche i singoli cittadini possono fare molto ed essere coinvolti in questo processo virtuoso adottando una serie di accorgimenti per consumi energetici più sostenibili.
Andrea Pietrarota
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redazione CorrieredelWeb
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martedì 21 giugno 2005
DONNE SCIENZIATE, LE AZIENDE VI ASPETTANO
in collaborazione con Hewlett Packard e Intel
DONNE SCIENZIATE, LE AZIENDE VI ASPETTANO
Al via la campagna
“Più donne verso le facoltà scientifiche”
“È una questione di biologia.”
Questa la laconica sentenza di Lawrence Summer, rettore all’Università di Harvard, riguardo la scarsa presenza delle donne nel mondo scientifico. Le fanciulle, secondo il professore, non hanno le stesse abilità innate degli uomini per la matematica e la scienza. Insomma, non ci arrivano.
Ma è proprio così? Le donne devono arrendersi di fronte ad una legge di natura?
Futuro@lfemminile vuole dimostrare il contrario. Dal 7 maggio sarà presente presso gli Open Day delle Università milanesi per incentivare le iscrizioni femminili ai corsi di laurea tecnico-scientifici, al fine di agevolare un loro futuro inserimento nelle professioni del settore dell’Information Technology.
Il 7 maggio, Politecnico e Bicocca
I primi appuntamenti sono al Politecnico e all’Università Bicocca. Seguirà l’Università Statale il 14 maggio, e, in estate, Bocconi e Cattolica.
La presenza di futuro@lfemminile si articolerà in vari modi, con la proiezione di un video che riproduce la “giornata tipo” di una donna che lavora in un’azienda tecnologica, la diffusione di informazioni sulle donne nel mondo dell’IT e sulle opportunità di stage, Graduates Academy, giornate di mentorship.
Sarà inoltre realizzata una piccola indagine per definire il profilo medio della ragazza interessata alle lauree cosiddette “forti”.
L’obiettivo del progetto è quello di estendere le attività di promozione delle facoltà scientifiche dall’area milanese, scelta come test pilota, ad altre città italiane. Il progetto futuro@lfemminile
Gli appuntamenti presso le Università milanesi rientrano nel piano di attività di futuro@lfemminile, il progetto di Microsoft Italia per le donne, realizzato in collaborazione con Hewlett-Packard Italiana ed Intel Corporation Italia, che vuole valorizzare il contributo che la tecnologia può dare nell’aiutare le donne ad esprimere il loro potenziale, una tecnologia non più solo territorio maschile, ma alleata e al servizio delle donne.
Il quadro nazionale: le donne si laureano di più e meglio, ma…
La riflessione di futuro@lfemminile ha preso avvio dalla ricerca “Genere, scienza e tecnologia. Donne e mondo scientifico in Italia”, commissionata da Microsoft al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università Bicocca di Milano. I dati parlano chiaro: in Italia le studentesse universitarie sono di più dei loro colleghi maschi. Nell’anno accademico 2001-2002, infatti, sul totale degli iscritti ai corsi di laurea il 56% sono donne. Non solo. Le ragazze si laureano in numero maggiore e più velocemente rispetto ai ragazzi, ottenendo anche una migliore riuscita nel percorso di studio: il 56,5% dei laureati nel 2002 è di sesso femminile, con una media di 1,9 anni di ritardo alla laurea contro 2,2 anni dei colleghi maschi e con una votazione media di 104 contro 101 degli uomini. Il 65,5% delle studentesse ottiene il massimo dei voti e, tra chi prosegue, sono le donne a ricoprire il 51% dei dottorati di ricerca, il 56% dei posti nei master e il 64% nelle scuole di specializzazione.
… sono poco presenti nelle facoltà scientifiche
Donne brave e preparate, ma se si guarda alla loro distribuzione tra i corsi di laurea, emerge subito un’asimmetria di genere: le ragazze affollano le aule delle facoltà umanistiche (83%) e del gruppo medico (67%), ma disertano quelle scientifiche (38%) e ancor di più quelle del gruppo ingegneristico (17%).
Eppure quelle poche che ci sono riescono, anche nelle facoltà tuttora roccaforti maschili, ad ottenere risultati migliori: rispetto ai loro colleghi si laureano prima (27 anni contro 28) e meglio (102,7 la votazione media contro 100,6).
La scelta della facoltà tra ragione e sentimento
Perché questo divario? Società, cultura, stereotipi di genere e carenza di modelli femminili da emulare relegano ancora le donne a presenze di nicchia nelle aree scientifiche.
Anche le motivazioni personali giocano il loro ruolo: al momento dell’iscrizione all’università, i ragazzi sono più pragmatici e scelgono di studiare quello che assicurerà loro un lavoro migliore e più redditizio, le ragazze, invece, si fanno guidare dalla passione, che orienta studi e mestieri.
Imprese a caccia di ingegneri
Mentre le facoltà umanistiche si riempiono di iscritti, le imprese vanno in cerca di laureati nelle aree tecniche. Secondo l’indagine annuale del Consorzio AlmaLaurea, gli ingegneri hanno una marcia in più nella ricerca del lavoro. Ad un anno dal titolo, il 76,1% dei neoingegneri ha un impiego, contro il 54,2% della media dei laureati e, a tre anni dalla tesi, la quota di occupati balza al 96,2%.
Inoltre, dalle aziende del settore IT arriva un segnale incoraggiante per le donne: sebbene siano ancora poche sul totale dei dipendenti, nel 2001 la percentuale delle dirigenti nel settore IT si attestava al 12,8%, contro il 9,3% delle dirigenti nel settore della produzione di beni e servizi (dati CNEL 2004). L’information Technology ha anche una maggiore dinamicità in confronto agli altri settori: il 65,3% delle donne occupate ha infatti un’età compresa tra i 20 e i 35 anni.
Dalle matricole alle laureande: Microsoft valorizza il potenziale dei migliori talenti
Microsoft, sempre a caccia di talenti, definisce un piano di inserimento dei giovani neo laureati tra le proprie fila: stage e opportunità di lavoro a tempo determinato e indeterminato sono gli strumenti principali che vengono utilizzati. Le donne rappresentano circa il 50% della popolazione dei giovani in azienda.
A rafforzare ciò, esiste anche il programma europeo della Graduates Academy che ha l’obiettivo di valorizzare le potenzialità dei giovani laureati con non più di 18 mesi di esperienza nelle aree marketing, vendita o tecnica. Il percorso formativo, alterna momenti di apprendimento on the job con attività di formazione d’aula nelle diverse filiali europee di Microsoft; dura due anni ma l’inserimento è fin da subito con un contratto a tempo indeterminato.
Hewlett Packard punta sulle donne
In Hewlett Packard l’attenzione alle persone e alle capacità dei giovani è una costante. Per i neolaureati è previsto un percorso di inserimento di un anno con un mentor assegnato, corsi specifici e la possibilità di partecipare a meeting manageriali.
In Hewlett Packard le donne sono una realtà consolidata: le donne infatti sono quasi il 40% e le dirigenti, il 20%. Un esempio? Nel corso di quest’uitimo anno, in un solo mese, sono state inserite 18 donne nell’area marketing e vendite.
Futuro@lfemminile è anche on line
Tutti i contenuti e gli aggiornamenti delle attività del progetto sono consultabili sul sito http://www.futuroalfemminile.it/
Per informazioni
Ufficio stampa Hill & Knowlton Gaia
Nicoletta Vulpetti 06441640306 – 3473359814 vulpettin@hkgaia.com
Alessia Calvanese 06441640328 – 3351309390 calvanesea@hkgaia.com
Maria Luisa De Petris 06441640335 depretis@hkgaia.com
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