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martedì 9 gennaio 2007

Biocell Center e Toma Advanced Biomedical Assays: Cellule staminali da liquido amniotico anche in Lombardia


In questi giorni la stampa nazionale ha riportato la notizia che il liquido amniotico, che circonda il feto durante la gravidanza, contiene cellule staminali e che queste in un prossimo futuro potranno essere utilizzate per riparare tessuti ed organi che nel corso della vita fossero danneggiati da incidenti o malattie. Il vantaggio di questa nuova frontiera terapeutica è principalmente quello di poter disporre di cellule staminali fetali senza interferire con il normale sviluppo del nascituro. Tutti sanno che le cellule del liquido amniotico, prelevate con l'amniocentesi, vengono comunemente usate per l'analisi dei cromosomi e di malattie genetiche del feto. Una volta eseguita l'analisi le cellule in eccedenza vengono scartate.

In Lombardia la ricerca delle cellule staminali del liquido amniotico è già una realtà. Sotto la guida del Prof. Giuseppe Simoni, già Professore Associato di Genetica Medica dell'Università di Milano ed attualmente Direttore Scientifico di Biocell Center (una realtà nata nel 2006 proprio allo scopo di sviluppare la ricerca sulle cellule staminali) si stanno selezionando e moltiplicando con successo le cellule staminali del liquido amniotico non utilizzate per l'analisi genetica. Si possono isolare cellule di tipo mesenchimale capaci di differenziarsi nella pelle, nei muscoli, nelle ossa e negli organi e possono anche essere isolate cellule nervose utili per la cura delle malattie del sistema nervoso.

Queste ricerche vengono svolte in collaborazione con il laboratorio Toma di Busto Arsizio, il principale laboratorio a livello nazionale ed uno dei primi in Europa nel campo della diagnosi fetale delle malattie genetiche, presso il quale vengono effettuate ogni anno più di 13 mila analisi cromosomiche prenatali. Anche con l'utilizzo dei risultati di queste ricerche, inoltre il Dott. Giovanni Porta, genetista medico dell'Università dell'Insubria, in stretta collaborazione con il laboratorio di Terapia Cellulare e Genica degli Spedali Civili di Brescia, coordinato dalla Dott.ssa Arnalda Lanfranchi e dal Dott. Fulvio Porta, hanno ottenuto il differenziamento in vitro degli amniociti in tessuto osseo.

In linguaggio non scientifico questo vuol dire che già oggi i ricercatori sono riusciti ad ottenere un pezzo di osso partendo dal liquido amniotico del feto. I risultati di questa ricerca sono stati presentati al Congresso Nazionale della SIGU (Società Italiana di Genetica Umana) nel mese di novembre del 2006 ( alleghiamo un estratto). Queste premesse ci inducono a ritenere che le cellule del liquido amniotico possano essere in un futuro non lontano la sorgente più disponibile di cellule staminali e, con particolare soddisfazione, possiamo constatare che la nostra provincia ha sviluppato le esperienze più avanzate in campo nazionale.

per maggiori informazioni:

gsimoni@tomalab.com
info@biocellcenter.it

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