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lunedì 21 maggio 2007

THE EXPLOITED in concerto a Bari unica tappa in Italia


The Exploited ieri hanno esaltato il pubblico del teatro kismet di Bari. Un evento eccezionale, unica data italiana della band, per la città che ha ospitato il concerto di chiusura delle finali nazionali del più grande festival rock europeo ‘Sziget Festival’. Ieri, infatti, si è svolta la seconda e ultima serata dedicata al festival di Budapest che ospita ogni anno quantità sempre maggiori di fans.Gli Exploited, tanto attesi e acclamati, si sono formati nel 1980 ad Edimburgo e subito hanno avviato un’incessante attività live caratterizzata da inconfondibili sonorità certamente legate alla scena punk del ’77 e a gruppi storici come Sex Pistols e Clash. Ma è lui, Wattie Buchan, leader indiscusso, a rendere gli Exploited tali. La voce, infatti, è l’unica icona fissa del gruppo, dopo continui cambi di formazione dei componenti, Buchan rimane il simbolo fisso sin dagli esordi.La storia del sua band tocca apici straordinari negl’anni ’80 con numerosi concerti e una serie impressionante di album di studio, EP, LP, album live e raccolte. Il loro sound, sin da subito è caratterizzato da un’estrema aggressività e da una martellante velocità così da contaminare il punk con dinamiche trash-metal. A contraddistinguerli anche i testi delle loro canzoni spesso anarchici e con riferimenti all’esercito, alla polizia, al governo britannico e ovviamente al ‘sistema’ come è dimostrato dal titolo dell’ultimo album ‘Fuck the system’(2003).Dei loro 22 album incisi, il primo ‘Punk’s not dead’ (1981) viene ancora considerato emblematico nella scena punk-hardcore e continua ad esaltare generazioni di punks dagli anni ’80 a oggi.L’immagine degli Exploited è stata sempre contrassegnata da polemiche e contraddizioni. Buchan, indossando maglietta con la svastica, insultando il pubblico e incitandolo alla violenza, ha sempre, con questi atteggiamenti, destato l’interesse dei media che hanno definito gli Exploited ‘una band nazista’. In realtà la loro direzione politica non è mai stata resa esplicita e ancora oggi è difficile da definire. Tornando alla musica, è chiaro come questa storica band si sia evoluta nel corso degli anni ma, la recente ‘commercializzazione’ ed un ritorno alle sonorità degli anni ’80, le ha conferito un carattere anacronistico che è apprezzato anche dalle nuove e giovanissime generazioni. Nell’esibizione al kismet però, oltre ai tanti giovani ‘adepti’ della band, c’erano molti affezionati all’incredibile Buchan che si è esibito con Robbie Davidson (alla chitarra), Irish Rob (al basso), Willie Bucham (alla batteria). Il loro sound, ancora più preciso tecnicamente è un insieme di sonorità disparate, dal punk al hard-core tanto aggressivo e ammaliante allo stesso tempo. ‘Let’s star a war’, un pezzo che risale all’83, ha aperto, tra deliri e urla generali, il concerto formidabile e coinvolgente. Wattie, al solito, si è mostrato in forma smagliante per tutto il concerto non ha fatto altro che saltare ed agitarsi da una parte all’altra del palco. Il pubblico esagitato ha dato subito inizio ad un ‘pogo’ generale che è durato per circa due ore.Partendo da pezzi classici hanno ripercorso la loro carriera sino all’ultimo disco ‘Fuck the system’, un titolo forse un po’ ingenuo e scontato ma che raccoglie sonorità inconfondibili e apprezzate anche da chi non conosce tutta la loro discografia.Certamente il pezzo ‘sex and violence’ ha, come sempre accade, infiammato il pubblico al punto da riversare una decina (e più) di fans sul palco che, abbracciando Wattie e gli altri componenti, ha cantato a squarciagola il testo della canzone. La serata è stata aperta da due band italiane: il leccesi ‘Non toccate Miranda’ e i romani ‘Payback’, sempre sul filone punk-hardcore e il pubblico, pur impaziente per l’esibizione dei loro leader, ha molto apprezzato ballando e ‘pogando’ freneticamente.Insomma uno spettacolo esaltante ed eccitante e lo sa bene chi era presente ieri! Difficile parlare di una band tanto famosa senza il rischio di ripetersi…si spera solo che Bari possa presto ospitare altri concerti, anche di genere diverso, ma dello stesso calibro internazionale!!
Luana Martino

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