FEDERALISMO FISCALE: DOMENICI (ANCI), ORA INIZIA CONFRONTO PARLAMENTARE, PROSEGUIRE COSTANTE CONCERTAZIONE
Roma, 3 ottobre 2008. ''La fermezza dimostrata dagli organi dell'ANCI nella difficile situazione in cui i Comuni si sono trovati in queste ultime settimana, ha dato i suoi frutti''. E' quanto afferma Leonardo Domenici, Presidente ANCI.
''L'accordo siglato ieri alla Presidenza del Consiglio – aggiunge - ha consentito la approvazione del decreto che interviene sulle questioni irrisolte che gravavano sui bilanci comunali. Si tratta di un importante passo in avanti perche' grazie ad esso saranno garantiti 585 milioni per l'integrazione Ici rurale 2007 e circa 700 milioni per l'Ici rurale 2008, nonche' 260 milioni di integrazione per l'Ici prima casa: a questo punto ci aspettiamo che tutti gli impegni assunti ieri dal Presidente del Consiglio siano rispettati anche attraverso interventi in Finanziaria o in altri provvedimenti e che, in particolare, che i 260 milioni di euro per l'Ici sulla prima casa siano erogati con la tranche di dicembre prossimo''.
''Per quanto riguarda poi la approvazione del disegno di legge sul Federalismo fiscale – commenta Domenici - essa rappresenta l'esito di un primo e fattivo confronto svoltosi in queste settimane con i Ministri Calderoli e Fitto, improntato alla ricerca di un futuro assetto finanziario equilibrato e sostenibile. Abbiamo lavorato per risolvere alcuni dei nodi principali, sino alla Conferenza Unificata di ieri sera dove sono stati accolti alcuni importanti emendamenti riguardanti i rapporti finanziari Stato- Comuni''.
''Ora inizia il confronto in Parlamento, una fase complessa durante la quale bisognera' entrare nel merito delle questioni che il Federalismo fiscale pone sul tappeto, avendo nel contempo le necessarie assicurazioni per una attuazione condivisa dei decreti delegati e prevedendo un 'incardinamento' parlamentare che contempli il costante coinvolgimento delle Autonomie. Crediamo - conclude Domenici - che il Federalismo fiscale sia il motore del Federalismo istituzionale, a cui e' urgente porre mano, per evitare che diventi un onore per alcuni ed un onere per altri e soprattutto per evitare che non impoverisca i cittadini in termini di soddisfacimento dei diritti e di qualita' dei servizi''.

















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