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lunedì 22 dicembre 2008

Harry Potter non e' Satana

Intervista esclusiva al grande demonologo ed esorcista spagnolo Padre José Antonio Fortea - Contrordine: "Harry Potter non è satanico ma i ragazzi non abusino di libri e film sulla magia"

di Gianluca Barile

CITTA' DEL VATICANO - Contrordine, ragazzi! Harry Potter non induce al satanismo, non provoca possessioni diaboliche e non allontana dalla Fede in Dio, come aveva denunciato l'anno scorso il sacerdote italiano Francesco Bamonte, venendo seguito subito a ruota da altri autorevoli colleghi, richiamando, con la sua affermazione, l'attenzione dei media di tutto il mondo; ma bisogna comunque fare attenzione che i più giovani non abusino della lettura di testi e della visione di programmi basati sulla magia. Ad affermarlo in esclusiva al nostro giornale è Padre José Antonio Fortea, il religioso spagnolo autore della 'Summa Daemoniaca' (Tre Editori, 250 pagine, 18 Euro), il principale trattato di demonologia e, insieme, il più importante manuale per gli esorcisti attualmente presente nelle librerie. Un'opera davvero straordinaria, di facile lettura e agevole comprensione, che l'autore, tra i maggiori e più esperti demonologi ed esorcisti di tutto il mondo, ha recentemente donato al Santo Padre Benedetto XVI, il quale ha molto apprezzato e lodato l'iniziativa editoriale tesa a fare luce sul mondo delle tenebre e a mettere in guardia dai pericoli del peccato e del demonio.

Padre Fortea, domanda secca: il 'maghetto' più famoso dell'epoca moderna, Harry Potter, porta davvero dritto a Satana e all'Inferno?

"Assolutamente no, è una tesi priva di fondamento".

Ci spieghi pure la Sua tesi…

"Veda, l'Europa cristiana è sempre stata ricca di racconti nei quali appaiono streghe e maghi, incantesimi e stregonerie, e mai questo ha significato un influsso negativo nell'educazione o nella vita sociale e religiosa dei ragazzi".

Come si giustificano, allora, certi allarmismi come quello sulla presunta diabolicità di personaggi di fantasia come il 'maghetto' americano?

"Guardi, personalmente credo che nella nostra lotta alla magia e alla superstizione, non dobbiamo essere troppo severi e tracciare la linea difensiva più in là del ragionevole. Pensi, se proibissimo a tutti i ragazzini di vedere film come Harry Potter, o il 'Signore degli Anelli' e così via, dovremmo proibirgli anche di leggere tutti i racconti della tradizione europea e, addirittura, la lettura delle opere della mitologia greca e romana, anch'esse infarcite di magia. Tutto ciò non mi sembrerebbe logico e ragionevole".

Padre Fortea, ha qualche altro elemento a sostegno della Sua tesi?

"Beh, basti pensare che neanche l'Inquisizione proibì i libri di cavalleria o altri dello stesso stile che come protagonisti avevano maghi e streghe Tuttavia…".

Tuttavia?

"L'eccesso fa sì che qualcosa di buono possa diventare cattivo. Ad esempio, se un bambino si trova incessantemente a contatto con film, libri e giochi nei quali la magia è qualcosa di abituale e quotidiano, allora i padri sono obbligati a reagire, perché non bisogna dimenticare che i bambini, per loro natura, tendono a imitare. Così, se leggono libri sui Santi, vorranno diventare Santi; se leggono continuamente libri sui maghi o su Harry Potter, inconsciamente vorranno essere maghi come Harry Potter. Si sa, una dismisura, in qualsiasi ambito, può essere controproducente per chiunque, figurarsi per i più piccoli".

Giovanni Gualtieri <ggiovanni1@live.it>

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