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martedì 2 dicembre 2008

IL CREPUSCOLO DEL RINASCIMENTO DI NAPOLI.

IL CREPUSCOLO DEL "RINASCIMENTO" DI NAPOLI.


di: Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


Avevamo ripreso a scrivere dei problemi di Napoli perché era chiaro che dietro alla "emergenza spazzatura", c'era molto di più. Non può avvenire tutto quello che sta succedendo, senza che ci sia una ragione che rende comprensibile i drammatici eventi di queste ore.

Nel nostro giornaleonline, non è stata pubblicata a caso la mancata intervista del prof Gilberto Marselli ad Antonio Bassolino, a quel tempo Sindaco di Napoli.

Quel lavoro, ci ha fatto rileggere la storia dell'uomo che ancora oggi rappresenta il potere a Napoli e nella Regione; mentre abbiamo potuto ripercorrere, il programma della Giunta alla fine degli anni '90, che veniva ripetuto come una giaculatoria in tutte le situazioni. Erano gli anni in cui chiunque esprimeva critiche era ingeneroso, mentre chiunque mostrava di non capire le scelte della Giunta era perlomeno poco intelligente, se non addirittura incapace di capire il cambiamento e la modernità dei progetti in corso.

Bagnoli, Napoli Est, la Metropolitana più bella d'Europa, il turismo come volano di sviluppo e di ricchezza, in grado di attrarre investimenti internazionali per rendere Napoli punto di riferimento nel Mediterraneo.

Sono stati anni di proposte incredibili, come la chiusura della discarica di Pianura e la bonifica del territorio fino ad ipotizzare un campo di golf a18 buche come elemento di pregio dell'intera area.

Qualcuno riesce ad immaginare che cosa significò questo per il quartiere abusivo di Pianura?

Il Progetto Pianura ottenne un finanziamento dalla Unione Europea nell'ambito del programma Urban, che significava la riorganizzazione e il riassetto dell'intero quartiere, insieme alla sua bonifica. Un idea geniale che accese speranze di riscatto in una fascia sociale ed in una parte del territorio che era ai margini della città e dello sviluppo.

Una intera classe dirigente e politica è cresciuta credendo nel progetto Pianura, diventando riferimento del territorio. Apparteneva a questa generazione di politici locali l'Assessore Nugnes, che nel 1993 era un giovane trentenne che intravede nella carriera politica la possibilità di un riscatto personale, legato al suo quartiere ed alla riqualificazione del suo territorio.

Dietro la fine, così drammatica di una persona, ci sono molte ragione, ma dietro il suicidio dell'Assessore di Pianura, c'è soprattutto il fallimento di un progetto politico, sociale e culturale, che prometteva molto e che non ha raggiunto nulla.

Ritornare a Pianura con la spazzatura dopo 15 anni di speranza deluse è stato l'elemento di innesco di un dramma sociale senza fine.

L'attuale Giunta Iervolino si trova a gestire un fallimento di proporzioni enormi in cui non si riesce ancora a vedere la fine.

Una città violentata da continue apertura di cantieri che non si chiudono mai, di una metropolitana dalla realizzazione infinita e che non sarà mai più un elemento di sviluppo, perché i danni sociali apportati sul territorio sono stati talmente gravi che occorrerà una generazione per ritornare a sperare in una città migliore.

Nel frattempo tutti gli uomini più rappresentativi del Governatore sono colpiti da gravi provvedimenti amministrativi o giudiziari, tali da costringerli ad abbandonare i loro posti: Sales, Petrella, Falchi, Nerli, Cardillo. Ognuno di loro ha interpretato un ruolo importante nell'ambito dell'articolazione della politica definita con una certa presunzione: "del rinascimento di Napoli".

Il rilancio del Porto, il completo utilizzo dei finanziamenti europei, la gestione dei rifiuti, il bilancio del Comune di Napoli e la finanza creativa. Tutti sono stati costretti, per un motivo o per un altro a lasciare i propri incarichi, nel pieno di uno scandalo politico che sicuramente il frutto di un fallimento del progetto di sviluppo della città e della Regione.

La corruzione arriva sempre, quando lo sviluppo non riesce a radicarsi, mentre cresce la forza alternativa della delinquenza organizzata.

Troppo lungo è stato il tempo tra la enunciazione del progetto di Rinascita della città, come esempio per tutto il Mezzogiorno, e la sua realizzazione.

I guasti provocati nel tessuto sociale e morale della città sono enormi, insieme ad una sfiducia nelle istituzioni e nella politica, si è alimentata una convinzione che non esiste futuro per il nostro territorio. Molti sono convinti che non siamo in grado di farcela da soli, debbono arrivare l'esercito, la protezione civile ed il Presidente del Consiglio Milanese per rimettere ordine a Napoli.

Nel pieno di una crisi economica tanto devastante, come quella che stiamo vivendo in questi mesi, non ci voleva proprio tutto quello che stiamo vivendo in queste settimane, il declino di un progetto di riscatto sociale e culturale di una intera Regione, che rincorriamo da decenni.

Purtroppo, non siamo ancora alla fine di questo periodo difficile, non si intravede ancora la luce in fondo al tunnel, ma non dobbiamo perdere la speranza, è un periodo difficile da superare, ma abbiamo superato tempi peggiori di questo, abbiamo una lunga esperienza come popolo a rialzarci dopo ogni caduta. Speravamo, questa volta di non doverlo fare, purtroppo si è consumata un'altra stagione e purtroppo come sempre si finisce nel dolore dei singoli, nella delusione dei tanti e nelle difficoltà dei giovani, costretti dalla vita a riprendere la strada di una emigrazione che ci fa ritornare ad anni lontani, che pensavamo definitivamente passati.


Napoli, 02/12/08

Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

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