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giovedì 2 aprile 2009

Insolitaguida.it

il peccato: quando le case erano … “chiuse”

Lo chiamano il mestiere più antico del mondo, condannato dalla morale, demonizzato ma tollerato dai governi. La professione della prostituzione ha attraversato la storia della civiltà: nell’antica Roma c’erano i lupanari, nell’Italia del dopoguerra le case chiuse, abolite dalla Legge Merlin del 1958. Ed è proprio al mondo delle case di tolleranza che l’associazione culturale Insolitaguida ha deciso di dedicare un nuovo percorso, all’insegna della curiosità, intitolato: “Il Peccato: quando le case erano … “chiuse”.

Una passeggiata narrata per riportare alla luce un mondo che appartiene al passato ed al nostro costume sociale. Hanno tanto da raccontare, le case chiuse, che hanno accolto tra le loro mura peccaminose uomini di ogni genere, portatori ognuno di una propria storia personale.

L’itinerario proposto farà ripercorrere i luoghi più significativi di Napoli, in cui le donne della dolce vita si intrattenevano con i loro clienti, grazie ad una ricostruzione meticolosa basata su testi storici e testimonianze del popolo, curata dalla dott.ssa Luigia Salino.

Asse principale del percorso sarà la centralissima via Chiaia, in passato centro di eleganti e ricercate case di tolleranza, vicine e del tutto contrapposte a quelle, scadenti ed improvvisate, che pullulavano nella confinante zona dei Quartieri Spagnoli. Sarà interessante il confronto tra due modi diversi di “offrire il piacere”.

Prima tappa, “Il Monferrante”, ovvero il locale per soli uomini più frequentato a Napoli prima dell’avvento della legge Merlin. Nelle vicinanze, tra l’altro, si trovava una casa d’appuntamenti alquanto innovativa in fatto di pubblicità: la sua maitresse, infatti, al fine di incrementare gli affari, era solita dare informazioni telefoniche molto dettagliate e fantasiose sulle attrazioni della casa: quasi un moderno telefono erotico.

Il momento più importante dell’itinerario si preannuncia essere la visita ad alcuni ambienti dello storico Casino di Salita Sant’Anna di Palazzo, detto anche “La Suprema, la più rinomata casa d’appuntamenti della città, attualmente sede del lussuosissimo Chiaja Hotel de Charme (via Chiaja n°261).

Le stanze della casa prendevano il nome dalle “professioniste” che le utilizzavano per i loro incontri, segreti ed appassionati, con i clienti: Mimì do' Vesuvio, Anastasia a' friulana, Nanninella a' spagnola, Dorina da Sorrento, di cui si racconteranno vicissitudini e aneddoti.

La passeggiata sarà intervallata da simpatiche storie, come quello sulla casa delle “tre vecchierelle”, e ricordi malinconici; non mancheranno cenni alle regole che vigevano all’interno delle case e curiosità sulle lavoratrici e maitresse più esuberanti; il tutto per rievocare una realtà tanto nascosta quanto legata alla città di Napoli.

A concludere la passeggiata una vera chicca per gli amanti dei documenti: una breve lettera scritta da un famoso personaggio legato a Napoli, il quale, per pagarsi gli studi, lavorò in una casa chiusa. Mistero sul suo nome, che sarà svelato solo a chi prenderà parte alla passeggiata narrata dalla durata di circa 1 h e 30. Agli appuntamenti previsti per le ore 11:00 delle Domeniche 26 Aprile, 3 e 24 Maggio, se ne aggiungeranno altri in base alle richieste di gruppi di almeno 6 persone.

Si ricorda che per prendere parte all’evento (contributo di partecipazione € 6, previste agevolazioni per studenti, over 65 e CRAL convenzionati) è necessario prenotare chiamando il numero 338 965 22 88 oppure visitando il sito internet www.insolitaguida.it, ove è possibile reperire ulteriori informazioni e curiosità su una Napoli “insolita”.

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