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venerdì 8 maggio 2009

Internet: il mito della pericolosita' per i minori. Ricerca




Internet: il mito della pericolosita' per i minori. Ricerca

La pubblicita' contro i cosiddetti "online predators" -quei predatori che utilizzano Internet per incontrare giovani vittime- ha sollevato considerevole allarme sulla potenziale pericolosita' di Internet per i giovani. Le vicende raccontate dai media e i messaggi di sicurezza postati su Internet fanno pensare ad un mondo online dove il giovane ingenuo possa farsi attrarre in incontri faccia a faccia o possa lasciare informazioni online su come farsi trovare.
Ma il pericolo posto da Internet sui minori potrebbe essere stato in gran parte esagerato, con gran soddisfazione dei grandi sviluppatori di software di sicurezza e di quelle organizzazioni finanziate con denari pubblici per combattere il fenomeno.
Un nuovo studio dell'istituto di ricerca sui reati contro i minori, "Crimes Agains Children Research Center" dell'Universita' del New Hampshire (Usa), ha rivelato una crescita vertiginosa degli arresti dei cosiddetti predatori online a seguito di molestie rivolte nei confronti di agenti di polizia e investigatori "travestiti" da minori. Il numero degli arresti dal 2000 al 2006 e' infatti quasi quadruplicato, da 644 a 3100. Durante lo stesso periodo, gli arresti per molestie online realmente rivolte a minori e' aumentato di un modesto 21%, da 508 nel 2000 a 615 nel 2006, nonostante l'utilizzo di Internet sia cresciuto fra i giovani dal 73% al 93%.
Questo rapporto, "Trends in Arrests of Online Predators", ammonisce genitori e legislatori contro facili pregiudizi secondo cui l'aumento degli arresti di predatori online sia indicazione della pericolosita' di Internet per i bambini.
"Gli arresti dei predatori online rappresentano solo l'1% degli arresti per reati a sfondo sessuale su minori. La recente crescita degli arresti e' spiegato dal maggior numero di giovani che usano Internet, dalla migrazione del crimine da offline a online e la crescita delle attivita' di polizia contro i crimini online", spiega Janis Wolak, condirettore dello studio insieme al ricercatore del CCRC Kimberly Mitchell.
La crescita negli arresti coincide con una larga espansione di organizzazioni contro i crimini online finanziate dai fondi pubblici federali, la revisione delle leggi statali per criminalizzare le molestie sessuali online, la promozione di meccanismi semplificati di denuncia, e una maggiore e piu' diffusa consapevolezza fra i cittadini del problema.
Il rapporto rivela come l'aumento dei predatori online arrestati sia avvenuto in un periodo in cui il numero di reati a sfondo sessuale su minori e' diminuito.
Questi i piu' importati risultati della ricerca:
- fra il 2000 e il 2006, gli arresti per molestie online realmente rivolte a minori e' aumentato di un modesto 21%, da 508 arresti a 615. Nello stesso periodo, vi e' stato un aumento del 381% degli arresti di predatori che hanno molestato investigatori e agenti di polizia travestiti online da minori.
- nel 2006, di coloro che sono stati arrestati per molestie online, l'87% aveva molestato investigatori e agenti di polizia e il 13% aveva molestato minori.
- durante lo stesso periodo in cui sono cresciuti gli arresti di predatori online, i reati sessuali nei confronti dei minori e degli adolescenti sono diminuiti.
- il numero degli arresti di predatori online nel 2006 costituisce circa l'1% degli arresti per reati sessuali su minori.
- nonostante il numero di arresti di predatori online sia cresciuto, specialmente quelli che coinvolgono agenti e investigatori in incognito, i dati non suggeriscono che Internet stia facilitando una epidemia di crimini a sfondo sessuale nei confronti dei giovani. Anzi, l'aumento degli arresti riflette il maggiore uso del mezzo da parte dei giovani, una migrazione del crimine da offline a online e la crescita delle attivita' online di polizia contro i crimini online.
- la natura dei reati commessi dai predatori attraverso Internet per incontrare e vittimizzare i giovani non e' cambiata molto dal 2000 al 2006, nonostante l'avvento del social networking. La gran parte dei predatori rivela apertamente i propri intenti a sfondo sessuale nelle comunicazioni online con i minori. Solo il 5% delle molestie online e' sfociato in atti di violenza.
- non vi e' alcuna prova che i predatori online facciano stalking o rapiscano giovani vittime basandosi su informazioni inserite sui siti Internet di social networking.

La ricerca: http://www.unh.edu/ccrc/pdf/CV194.pdf

Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc


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