Valutare subito e precisamente, con un esame al letto del malato, gli esami citologici. E’ quanto avviene all’Unità Operativa di Pneumologia Interventistica di Forlì, diretta dal prof.Venerino Poletti, dove è stato realizzato uno studio sull’indagine rapida (citologia estemporanea) del lavaggio broncoalveolare in soggetti con grave insufficienza respiratoria e addensamenti polmonari multipli: il risultato è stato che in 4 pazienti su 10 è possibile prendere decisioni basate su una diagnosi confermata in tempi molto brevi.
La citologia è una scienza relativamente recente con contributi significativi, pratici, nel campo della diagnostica delle malattie degli esseri viventi a partire dalla fine del XIX secolo. Studia la cellula dal punto di vista morfologico e può essere di tipo diagnostico o di screening .
“I vantaggi della citologia sono facilmente elencabili – spiega il prof.Poletti - si ottengono cellule con indagini mini-invasive, senza bisogno di prelievi con strumenti cruenti quali pinze o bisturi, la preparazione del materiale richiede poco tempo per cui i risultati sono disponibili anche poche ore dopo il prelievo e le tecniche di colorazione sono poco costose e facilmente eseguibili; diagnosi basate solo sulla citologia sono spesso molto affidabili, sia in campo oncologico che infiammatorio. Inoltre, se si utilizzano colorazioni rapide e metodi semplici di preparazione del materiale da analizzare è possibile utilizzare la citologia come “esame al letto del malato” per decidere se proseguire nelle indagini o ritenere concluso l’iter diagnostico o per decidere terapie urgenti.
Ma qual è la “semplice” novità che è stata introdotta a Forlì?
L’Unità Operativa di Pneumologia Interventistica di Forlì ha pensato di riproporre il ruolo “clinico” della citologia. Si parla di esami “sul posto” (in inglese ROSE, che sta per “rapid on-site examination”) che in Pneumologia sono fattibili su agoaspirati di masse polmonari o mediastiniche (il mediastino è l’area che è posta fra i due polmoni e sede di linfonodi) , su liquidi di lavaggio broncoalveolare ed infine su apposizione (veri e propri “timbri” fatti con i prelievi bioptici su vetrino) di biopsie. Nella pratica clinica questa semplice indagine può- anzi deve essere- condotta da Pneumologi e permette di avere indirizzi diagnostici e terapeutici in pochi minuti ma soprattutto permette di ritenere sufficiente ciò che è già stato fatto senza dover procedere ad ulteriori indagini.
I risultati.
La diagnosi è stata possibile “al letto del malato” nel 40% dei casi: questo risultato è molto significativo perché conferma che in 4 pazienti su 10 è possibile prendere decisioni basate su una diagnosi confermata. Nell’ analisi dei prelievi in corso di broncoscopia per addensamenti polmonari o lesioni mediastiniche di natura neoplastica, la diagnosi citologica “estemporanea” si è rivelata nella nostra pratica clinica quotidiana in armonia con la diagnosi finale (che è effettuata da medici patologi ed è ovviamente sempre più precisa e più ricca di informazioni) nel 90% dei casi.
Una procedura che “costa poco”. La citologia “estemporanea” condotta da clinici ha tra l’altro costi bassissimi: basta avere a disposizione alcuni contenitori con coloranti rapidi (meno di 50 centesimi ad esame), qualche vetrino (pochi centesimi di euro) e un microscopio. Il costo del personale non esiste, essendo l’esame completato dal personale già coinvolto nelle procedure diagnostiche. Spesso in medicina i progressi ed i benefici per le persone malate arrivano da progressi tecnologici, dall’utilizzo di macchinari sofisticati…. in questo caso invece una “vecchia e banale tecnologia” migliora molto la qualità della prestazione medica perché se ne sfrutta la sua semplicità e la si rende di facile ed immediato utilizzo.
“Nella nostra Unità operativa eseguiamo circa 500 esami estemporanei citologici all’anno – conclude il prof.Poletti – direttamente al letto del paziente, grazie alle competenze acquisite dalla mia èquipe dell’Unità Operativa di Pneumologia Interventistica . Questi esami vengono effettuati su una attività annuale di 2200 esami endoscopici, 420 lavaggi broncoalveolari, 100 esami di ecografia transesofagea, 150 ecografie endobronchiali (EBUS)”
La citologia è una scienza relativamente recente con contributi significativi, pratici, nel campo della diagnostica delle malattie degli esseri viventi a partire dalla fine del XIX secolo. Studia la cellula dal punto di vista morfologico e può essere di tipo diagnostico o di screening .
“I vantaggi della citologia sono facilmente elencabili – spiega il prof.Poletti - si ottengono cellule con indagini mini-invasive, senza bisogno di prelievi con strumenti cruenti quali pinze o bisturi, la preparazione del materiale richiede poco tempo per cui i risultati sono disponibili anche poche ore dopo il prelievo e le tecniche di colorazione sono poco costose e facilmente eseguibili; diagnosi basate solo sulla citologia sono spesso molto affidabili, sia in campo oncologico che infiammatorio. Inoltre, se si utilizzano colorazioni rapide e metodi semplici di preparazione del materiale da analizzare è possibile utilizzare la citologia come “esame al letto del malato” per decidere se proseguire nelle indagini o ritenere concluso l’iter diagnostico o per decidere terapie urgenti.
Ma qual è la “semplice” novità che è stata introdotta a Forlì?
L’Unità Operativa di Pneumologia Interventistica di Forlì ha pensato di riproporre il ruolo “clinico” della citologia. Si parla di esami “sul posto” (in inglese ROSE, che sta per “rapid on-site examination”) che in Pneumologia sono fattibili su agoaspirati di masse polmonari o mediastiniche (il mediastino è l’area che è posta fra i due polmoni e sede di linfonodi) , su liquidi di lavaggio broncoalveolare ed infine su apposizione (veri e propri “timbri” fatti con i prelievi bioptici su vetrino) di biopsie. Nella pratica clinica questa semplice indagine può- anzi deve essere- condotta da Pneumologi e permette di avere indirizzi diagnostici e terapeutici in pochi minuti ma soprattutto permette di ritenere sufficiente ciò che è già stato fatto senza dover procedere ad ulteriori indagini.
I risultati.
La diagnosi è stata possibile “al letto del malato” nel 40% dei casi: questo risultato è molto significativo perché conferma che in 4 pazienti su 10 è possibile prendere decisioni basate su una diagnosi confermata. Nell’ analisi dei prelievi in corso di broncoscopia per addensamenti polmonari o lesioni mediastiniche di natura neoplastica, la diagnosi citologica “estemporanea” si è rivelata nella nostra pratica clinica quotidiana in armonia con la diagnosi finale (che è effettuata da medici patologi ed è ovviamente sempre più precisa e più ricca di informazioni) nel 90% dei casi.
Una procedura che “costa poco”. La citologia “estemporanea” condotta da clinici ha tra l’altro costi bassissimi: basta avere a disposizione alcuni contenitori con coloranti rapidi (meno di 50 centesimi ad esame), qualche vetrino (pochi centesimi di euro) e un microscopio. Il costo del personale non esiste, essendo l’esame completato dal personale già coinvolto nelle procedure diagnostiche. Spesso in medicina i progressi ed i benefici per le persone malate arrivano da progressi tecnologici, dall’utilizzo di macchinari sofisticati…. in questo caso invece una “vecchia e banale tecnologia” migliora molto la qualità della prestazione medica perché se ne sfrutta la sua semplicità e la si rende di facile ed immediato utilizzo.
“Nella nostra Unità operativa eseguiamo circa 500 esami estemporanei citologici all’anno – conclude il prof.Poletti – direttamente al letto del paziente, grazie alle competenze acquisite dalla mia èquipe dell’Unità Operativa di Pneumologia Interventistica . Questi esami vengono effettuati su una attività annuale di 2200 esami endoscopici, 420 lavaggi broncoalveolari, 100 esami di ecografia transesofagea, 150 ecografie endobronchiali (EBUS)”



































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