Nel riordino della Sanità Siciliana emergono tante problematiche irrisolte da anni frutto di tante dimenticanze e di politiche di cartello a favore di alcuni territori ed a discapito di altri. I nuovi direttori generali quindi si trovano davanti al dilemma di seguire delle scelte imposte dall’Assessorato alla Sanità Regionale Siciliano che ha posto il dictat su di un taglio netto alle risorse e sulla centralizzazione della sanità specializzata a livello provinciale. I territori periferici quindi andranno incontro ad un rischio reale, perdere anche i servizi sanitari attualmente esistenti, con le conseguenze che sono sotto l’occhio di tutti, vedi il caso “Mazzarino” ed il caso “Gela”. Una sanità quindi a misura di denaro e non diretta all’ottimizzazione dei servizi in rapporto agli abitanti ed alle reali esigenze di salute. Qualcuno parla di legislazione sanitaria di competenze regionali e di art.lo 32 della costituzione ma in realtà sono solo specchietti per le allodole perché è la politica ad imprimere le scelte in taluni casi in maniera dispotica ed oppressiva oltre che clientelare. La provincia di Caltanissetta è l’esempio eclatante di questo sistema attraverso le rappresentate Mazzarino e Gela. Mazzarino piccola cittadina del sud della provincia di Caltanissetta ha già pagato il suo prezzo attraverso la morte assurda del piccolo Filippo Li Gambi .Gela invece città di ben 72.774 (Istat 2001) abitanti e quindi con una popolosità maggiore della stessa provincia che si attesta in soli 61.498 abitanti non può dare dei numeri certi sui morti per tumori visto che forse volutamente nessuno ha mai attivato un registro tumori ,con il conseguente mancato sviluppo negli anni del settore oncologico, forza trainante di un dualismo industria-salute di tutto rispetto, a discapito dei cittadini naturalmente. Un settore che sembra purtroppo essere destinato a restare al palo proprio per le nuove politiche regionali sanitarie di accentramento provinciale. Ci chiediamo a questo punto se esisterà più in Sicilia una sanità a misura di uomo? Quali sono i rapporti di salute tra esigenze e servizi dedicati? Alcuni territori hanno bisogno di essere implementati in determinati settori di salute pubblica o forse occorre solo accentrare ? La risposta stà nelle scelte manageriali di tipo sanitario che il nuovo responsabile dell’ASP 2 di Caltanissetta Dott. Paolo Cantaro saprà prendere nel prossimo futuro assieme ai collaboratori Dott. Giacomo Sampieri (Direttore sanitario)e Dott. Rosario Fresta (Direttore amministrativo). Le dichiarazioni fatte dal Direttore Generale in occasione della conferenza stampa di presentazione dei nuovi collaboratori tenutasi giorno 28 settembre 2009 presso l’aula magna del presidio ospedaliero “Vittorio Emanuele” di Gela, parlano di un’opportunità rappresentata dalla nuova ASP per processare i vari problemi e permettere che le risorse che oggi sono maggiori in alcuni territori possano essere distribuite in altri meno forniti. Una dichiarazione che sembra prontamente smentita dalla successiva che invece fa trasparire una subdola verità “ Non possiamo creare iniziative autonome sovrapposte” come a dire che Gela non potrà mai avere un reparto di Oncologia operante nelle 24 ore ed autonomo anche se avrà la Radioterapia. A questo punto possiamo fotografare una realtà, quella di una città “Gela” che possiamo definire la “Città dei Tumori” che non potrà avere dei servizi dedicati alla patologia predominante nel territorio ,mentre in altre realtà con esigenze del tutto diverse ,questo è possibile, certamente un modo per farsi beffa dell’art.lo 32 della costituzione e dei bisogni dei cittadini Gelesi che reclamano a gran voce prevenzione diagnosi e cura dei tumori in loco.
Maurizio Cirignotta
martedì 29 settembre 2009
Nuova Sanità Siciliana Gela e Mazzarino restano al Palo
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LA FORZA DELLA VERITA'
alle ore
12:18
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