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martedì 14 giugno 2011

Come combattere l'obesità infantile

Nel 2002 l’OMS, l’organizzazione mondiale della sanità, ha definito l’obesità come un’epidemia estesa a tutta l’Europa: la metà della popolazione è sovrappeso e il 25-30% di questa è obesa, e la percentuale è in sensibile aumento ogni anno.
Molti adulti oggi obesi sono stati bambini sovrappeso, la persistenza di questa patologia nel tempo è infatti molto elevata, rappresentando un serio rischio per la salute. Secondo alcuni studi, infatti, circa il 40% dei bambini e il 60% degli adolescenti obesi rimangono tali anche in età adulta.
L’obesità infantile è un problema che affligge un numero sempre più elevato di bambini, in Italia circa un bambino su quattro è obeso e in Europa si registrano migliaia di nuovi casi ogni anno.
L’obesità infantile è causata da un protratto bilancio energetico positivo, ossia è dovuta all’introduzione esagerata di calorie che non vengono smaltite, sia per la scarsa attività fisica sia perché eccessive.
Definire un bambino obeso è più complicato rispetto al caso di un adulto, per questo infatti si usa il BMI (indice di massa corporea), che però non può essere applicato ai bambini senza i dovuti accorgimenti, non sempre concordanti da dietologo a dietologo.
Esistono tabelle e grafici che coniugano il giusto peso con altezza ed età, mediante i quali è possibile controllare la crescita ponderale del bambino.
I fattori di rischio per l’obesità infantile sono molteplici, i principali sono:
• Familiarità: avere uno o entrambi i genitori obesi espone più facilmente a questa patologia;
• Scorretta alimentazione: eccessivi alimenti calorici poco nutritivi e pochi cibi sani;
• Scarsa attività fisica: sedentarietà crescente tra i minori.

La dieta è un elemento fondamentale nella crescita di un individuo, i bambini consumano troppi alimenti ad alto contenuto di grassi senza associare a questo tipo di alimentazione una corretta attività fisica, spesso sostituita dai videogiochi e dalla permanenza elevata davanti al televisore.
Proprio la pubblicità a cui è soggetto il bambino è un fattore rilevante, questa fornisce stimoli continui al consumo di cibo che il bambino vuole soddisfare. Anche i genitori sono artefici involontari dell’obesità dei propri figli, spesso accolgono le richieste continue di cibo da parte dei bambini senza operare una distinzione tra alimenti sani e nutrienti e alimenti calorici e grassi.
Talvolta gli stessi preconcetti secondo cui la salute è uguale a floridità impediscono ai genitori di notare l’aumento eccessivo di peso.
L’aumento sconsiderato di peso non comporta solo problemi psicologici nell’individuo, ma si trasformano, soprattutto, in un elevato aumento di rischi per la salute: malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, problemi respiratori, ictus, problemi articolari, alcuni tipi di tumori, solo per citarne alcuni.
Gli errori più frequenti nella dieta dei ragazzi sono:
• Prima colazione assente o scarsa;
• Spuntini tra i pasti assenti o con alimenti sbagliati;
• Scarso consumo di frutta e verdura;
• Eccessivo consumo di alimenti sbagliati (insaccati, patatine fritte, dolci industriali, bevande gassate, cibo da fast food etc.)

Il trattamento dell’obesità nel bambino e nell’adolescente deve essere personalizzata più che nell’individuo adulto. Il bambino sceglie alimenti corretti, tra quelli indicati dal medico, in base al proprio gusto così da non vivere la dieta come una punizione o un’imposizione. Ruolo fondamentale è quello della famiglia che deve sostenere costantemente il bambino nel suo percorso, invogliandolo ad una corretta alimentazione e affiancando a questa attività fisica. Una dieta ha il duplice scopo di far dimagrire il bambino, educando al contempo ad una corretta alimentazione sia lui che la sua famiglia.
Una campagna di educazione alimentare nelle scuole aiuta a prevenire problemi di obesità educando gli individui fin dall’infanzia, coinvolgendo anche le famiglie per un sostegno completo.




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