Cerca nel blog

Caricamento in corso...

CorrieredelWeb.it L'informazione fuori e dentro la Rete.

lunedì 5 settembre 2011

Il prof. Morais all'ospedale di Forlì dal prof.Poletti

Il prof.Antonio Morais (Oporto, Portogallo) oggi all'ospedale di Forlì per apprendere una tecnica unica in Italia


Nasce da un'importante collaborazione scientifica Italia - Portogallo la visita del prof.Antonio Morais dell' Hospital São João di Oporto (Portogallo) all'Ospedale di Forlì.
Da anni l'Unità Operativa di Pneumologia, diretta dal prof.Venerino Poletti, ha rapporti con diverse strutture sanitarie e professionisti del Portogallo per attività di ricerca e di studio delle malattie polmonari.
A dicembre 2010 il gruppo di pneumologi forlivesi ha persino vinto, per le “ricerche condotte sulla fibrosi polmonare idiopatica”, un ambito premio internazionale di 25 mila euro in ricordo ed onore del Prof Robalo Cordeiro, fondatore della moderna Pneumologia in Portogallo.
La collaborazione sta proseguendo oggi con la visita del prof.Antonio Morais dell'Ospedale di Oporto (Portogallo) all'ospedale di Forlì per l'apprendimento e lo studio di alcune tecniche e tecnologie per le diagnosi e delle malattie polmonari, uniche in Italia. Il prof. Morais si recherà presso l'Uo di Pneumologia, diretta dal prof.Venerino Poletti, prossimo segretario (da settembre 2011) Presidente del Gruppo di studio sulle "Malattie polmonari diffuse" della European Respiratory Society.
Per la prima volta in Italia, l’U. O. di Pneumologia dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì, diretta dal prof. Venerino Poletti, ha utilizzato una sonda che, attraverso il “freddo” (crioprobes ) consente prelievi di maggiori dimensioni, e, dunque, diagnosi più accurate, diminuendo, a tutto beneficio dei pazienti, il ricorso alla chirurgia.Tale sonda, introdotta attraverso un fibrobroncoscopio, viene portata nel tessuto polmonare e poi raffreddata a -89 gradi celsius, per tre-quattro secondi. Quindi, si asporta il tessuto, in porzioni assai superiori rispetto alle pinze utilizzate fino ad oggi. La metodica, diffusa in pochissimi centri pneumologici al mondo, ha il vantaggio di fornire frammenti di tessuto circa tre volte più grandi rispetto a quelli ottenibili con pinze normali. La biopsia transbronchiale, cioè la tecnica che permette il prelievo di tessuto polmonare passando “dall’interno”, dalla trachea e dai bronchi, è stata introdotta nella pratica clinica per la prima volta negli anni Sessanta alla Mayo Clinic, Stati Uniti. Tale tecnica, all’inizio, era molto pericolosa; solo con l’utilizzo del fibrobroncoscopio le complicanze sono state ridotte e la tollerabilità migliorata. Tuttavia, c’era un altro “problema”: i prelievi ottenuti erano di piccole dimensioni. Nel 2008, proprio il gruppo di Pneumologi di Forlì ha pubblicato una ricerca in cui si dimostra che l’utilizzo di pinze di maggiori dimensioni (pinze “jumbo”) aumenta il rendimento diagnostico senza accrescere le complicanze. Ora, ai medici forlivesi, che vantano centinaia di pubblicazioni scientifiche su Pubmed, è venuta un’altra idea: ricorrere, primi in Italia, alla sonda che utilizza il freddo, la “crioprobe”. «Sono molto affezionato alla biopsia transbronchiale - spiega il prof. Poletti - perchè le mie prime pubblicazioni, di circa vent’anni fa, su riviste prestigiose, avevano come oggetto di indagine proprio questa metodica. Questa innovazione, però, promette grandi risultati. Il rendimento diagnostico appare alto anche in patologie complesse come la Fibrosi polmonare idiopatica, qualora si presenti con quadri radiologici atipici. Inoltre, le complicanze sono nettamente inferiori a quelle osservabili dopo biopsia chirurgica. Tutto ciò conferma ancora una volta come l’innovazione tecnologica proceda di pari passo con la ricerca scientifica e le relative pubblicazioni».I primi risultati ottenuti “con il grande freddo” stanno per apparire, in un confronto con l’esperienza del Bromptom Hospital di Londra, sulla rivista portoghese di Pneumologia.

0 commenti:

Disclaimer

www.CorrieredelWeb.it e' un periodico telematico senza scopi di lucro, i cui contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali industrie dell'editoria o dell'intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Societa' dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete. In questo la testata ambisce ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.


Pur essendo normalmente aggiornato piu' volte quotidianamente, CorrieredelWeb.it non ha una periodicita' predefinita e non puo' quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001.


L'Autore non ha alcuna responsabilita' per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone. L'Autore si riserva, tuttavia, la facolta' di rimuovere quanto ritenuto offensivo, lesivo o contraro al buon costume.


Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive. Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio. Eventuali detentori dei diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvedera' all'immediata rimozione o citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.


Viceversa, sostenendo una politica volta alla libera circolazione di ogni informazione e divulgazione della conoscenza, ogni articolo pubblicato sul CorrieredelWeb.it, pur tutelato dal diritto d'autore, può essere ripubblicato citando la legittima fonte e questa testata secondo quanto previsto dalla licenza Creative Common.





Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons Creative Commons License






CorrieredelWeb.it è un'iniziativa di Andrea Pietrarota, Sociologo della Comunicazione, Public Reporter, e Giornalista Pubblicista




indirizzo skype: apietrarota


CONTATTI

Lettori fissi