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giovedì 12 gennaio 2012

Fisco,nel 2011 cresce ancora l’evasione delle Big Company


Cresce in maniera esponenziale in Italia l’evasione della grandi aziende che solo nel 2011 anno evaso circa 180,7 miliardi di euro pari quasi al nostro debito pubblico. Le stime sono state effettuate da KRLS Network of Business Ethics per conto dell'Associazione Contribuenti Italiani. Tra le aree di evasione -sempre secondo lo studio-si ricordano: l'economia sommersa, l'economia criminale, l'evasione delle società di capitali, l'evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese. Tra le piccole imprese in pole position i lavoratori in nero,un esercito di circa 2,9 milioni di persone di cui la maggioranza sono cinesi e 850.000 sono lavoratori dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro. L’evasione stimata è di 34,3 MLD di euro. Nell’ambito dell’economia criminale troviamo in testa le grandi organizzazioni mafiose italiane e straniere (Russia e Cina in testa) che sono riuscite a radicarsi nel territorio,al nord la stima è del 18,7 % in più rispetto al 2010 con un giro d’affari non fatturati di 78,2 miliardi di euro. Le società di capitali da cui si debbono escludere le grandi imprese,invece,hanno visto una media di reddito pro capite di meno di 10 mila euro. Una medaglia evasiva per il fisco che si chiude a buon fine entro i 5 anni ,onde evitare accertamenti fiscali. Considerando le circa 800.000 società di capitali in Italia solo il 22% versa le tasse dovute con un’evasione stimata di 22,4 miliardi di euro. Un’area importante è quella delle big company che sfruttano il “Trasfer Pricing” per spostare costi e ricavi tra le varie società del gruppo sparse in tutto il mondo sottraendo al fisco italiano 37,8 MLD di euro all'anno, solo nel 2011 le 100 maggiori compagnie hanno ridotto il 14,2% le imposte. Nella parte finale del pianeta evasione troviamo i lavoratori autonomi e delle piccole imprese che no emettono scontrini o fatture una metodica che sottrae all'erario circa 8,2 miliardi di euro l'anno. Tra le regioni, nel 2011,maggior tasso di evasione per la Lombardia con +15,3%, la Sicilia solo al 13° posto con un +7,6%. Un quadro di evasione che vede come principali evasori gli industriali (33,2%) seguiti da bancari e assicurativi (30,7%), commercianti (11,8%), artigiani (9,4%), professionisti (7,5%) e lavoratori dipendenti (7,4%).
Di Maurizio Cirignotta

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