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lunedì 27 febbraio 2012

IL CLUB DEI CINQUE AL TEATRO MANHATTAN DI ROMA - due recensioni

Il club dei cinque” per la regia di Gabriele Cometa e con Pierpaolo Laconi, Elisa Rivelli, Simone Tromboni, Federica Siri e Andrea Riso.
                Al Teatro Manhattan dal 22 al 26 febbraio alle 21 e la domenica alle 18.


Gli anni ’80 rivivono sul palco del suggestivo Teatro Manhattan grazie alla Compagnia del Contatto con lo spettacolo “Il club dei cinque” per la regia di Gabriele Cometa in scena dal 22 al 26 febbraio.
È il 25 marzo 1985 e cinque ragazzi differenti tra loro si ritrovano in punizione di domenica nell’Aula Magna del liceo ginnasio “Quinto Ennio”. Un cervello, un atleta, una disadattata, una principessa e un criminale con un tema da scrivere e la noia che li attanaglia affronteranno temi tra i più diffusi nel mondo adolescenziale. Dal rapporto conflittuale con i genitori agli amici esigenti, dai problemi col sesso alle droghe, un mix che porta i personaggi a scoprire che infondo non sono poi così diversi.


Il regista Gabriele Cometa decide, dopo un lungo percorso “vampiresco” da “Oscuri abbracci” a “Tre giri di giostra”, di immergersi nel colorito mondo degli anni ’80 e lo fa con freschezza e leggerezza qualità che rendono lo spettacolo riuscitissimo ed esilarante.
Uno spettacolo da non perdere dove anche lo spettatore si sentirà parte dello spettacolo tra ricordi lontani di scuole purtroppo finite. (recensione di DEBORA BELMONTE)


«Dopo aver esplorato l’immobilità, la freddezza e le emozioni interne dei vampiri con “Oscuri Abbracci” e precedentemente con “Tre Giri di Giostra”, ho deciso di catapultarmi nel caotico e variopinto mondo dei “mitici anni 80”». Con queste parole Gabriele Cometa fa ritorno a teatro, nello spazio intimo del Manhattan, con “Il club dei cinque” in scena fino al 26 febbraio.
Anche in questa nuova e giovane commedia al regista basta pochissimo per tirar fuori uno spettacolo che prende e coinvolge il pubblico sin dalle prime battute. A lui non servono grandi scenografie per estasiare la platea, tre banchi e cinque bravissimi attori è tutto ciò di cui ha bisogno.
Ispirato a The Breakfast Club uno dei film cult degli anni ’80, il testo, riadattato in forma teatrale, è la vita di cinque adolescenti che la domenica del 25 marzo 1985 si ritrovano costretti nell’aula magna del liceo Quinto Ennio a compilare la pagina bianca di un foglio. “Chi sono io?”: è questo il tema che il preside del liceo ginnasio ha inflitto loro come punizione. Cinque ragazzi tanto diversi tra loro. Diversi per aspetto, per carattere, per ragione sociale, per cultura famigliare ma in fondo tanto uguali. Uguali quando abbattono le barriere dell’apparire per immergersi negli abissi della personalità. E allora dietro quel cervello, quella principessa, quella disadattata, quel criminale e quell’atleta ci sono le medesime angosce, le stesse paure, la stessa noia che hanno colpito i giovani degli anni ’80 e che continuano ad essere le problematiche adolescenziali anche oggi.
Studiatissima la ricerca degli abiti, dei costumi, delle pettinature ma anche della gestualità e soprattutto delle musiche. Tutto questo a conferma che Gabriele Cometa non lascia nulla al caso, anzi è l’attenzione al particolare la chiave di volta della riuscita di tutte le sue commedie. 

Grande ricerca e analisi introspettiva anche per i giovani attori Pierpaolo Laconi, Elisa Rivelli, Simone Tromboni, Federica Siri e Andrea Riso che sono riusciti, attraverso un flashback introspettivo, a tirar fuori e rivivere per una seconda volta gli anni a cavallo tra giovinezza ed età adulta.

La punizione sarà occasione di scontro e confronto, di dibattiti e prese in giro, ma soprattutto di presa consapevolezza del proprio Io e della personalità dell’altro, di quello che si considera il diverso e che fa paura quando si scopre che in fondo tanta diversità non esiste e che ci assomiglia più di quanto non si voglia ammettere.  (recensione di JESSICA ZECCHINATO)

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