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lunedì 11 marzo 2013

Sogin-Ocse: seminario internazionale sulla bonifica dei siti nucleari e sulla gestione in sicurezza dei rifiuti radioattivi



Roma, 7 marzo 2013 - Si è tenuto a Roma il seminario internazionale: “Nuclear Decommissioning and Low-Level Radioactive Waste Management – Italy and the International Experience”, organizzato da Sogin in collaborazione con la Nuclear Energy Agency, agenzia dell’OCSE.
Alla giornata di studio, suddivisa tre sessioni ed un panel tematico, hanno partecipato, fra gli altri: Michael Siemann e Claudio Pescatore dell’Agenzia per l’energia nucleare dell’OCSE, Pierre Kockerols, della Commissione Europea, Dennis Thompson, dell’Autorità per il decommissioning nucleare del Regno Unito, Juan Luis  Santiago, direttore dei progetti di decommissioning di Enresa in Spagna, Guy Collard del Centro studi per l’energia nucleare del Belgio, Gerald Ouzounian dell’Agenzia di stato francese per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi, Ernst Warnecke, consulente dell’IAEA per il decommissioning degli impianti nucleari. 
Nei prossimi venti anni, la Commissione Europea ha stimato che il settore della bonifica ambientale dei siti nucleari, che ha già visto la chiusura nei soli Paesi dell’Unione Europea di 89 centrali nucleari, avrà un valore di circa 80 miliardi di dollari. Nei prossimi anni è prevista l’assunzione nel settore di almeno 10.000 tecnici altamente qualificati.
Alla luce dei criteri ancor più stringenti oggi richiesti agli operatori del settore rispetto al passato, il Seminario ha permesso di confrontare le scelte ingegneristiche, le metodologie e le tecnologie adottate da Sogin con quelle che si stanno progettando ed adottando nei maggiori Paesi europei.
Le conclusioni del Seminario riconoscono a Sogin un prezioso patrimonio di competenze professionali ed elevate capacità gestionali. É stato sottolineato il suo impegno nel sostenere in questo comparto l’innovazione tecnologica e a promuovere la ‘cultura della sicurezza’, attraverso la Scuola Italiana di Radioprotezione, Sicurezza e Ambiente. La Scuola, una realtà unica in Italia, consente oggi a Sogin di fornire formazione e costante aggiornamento ai suoi tecnici e al personale delle oltre 300 aziende qualificate per operare con la Società in questo settore.
La relazione conclusiva del panel illustrata da Claudio Pescatore, della divisione di gestione rifiuti radioattivi dell’OCSE e consulente dei Governi di USA, Francia, Belgio e Svezia, osserva che “all’estero il lavoro che Sogin sta portando avanti è conosciuto grazie all’attiva partecipazione dei suoi tecnici nei diversi organismi internazionali. In Europa si guarda con attenzione al lavoro che Sogin sta facendo negli impianti nucleari italiani. A Sogin – ha affermato Claudio Pescatore - è riconosciuta grande capacità professionale, l’impiego delle migliori tecnologie e costante attenzione alla sicurezza, che confermano il suo allineamento alle migliori esperienze internazionali nella bonifica ambientale dei siti nucleari”.
Il Chairman del Seminario, Celso Osimani, fino a poche settimane fa Direttore delle attività di decommissioning del Centro Comune di Ricerca di Ispra (Varese) della Commissione Europea e Presidente del Comitato Internazionale delle associazioni italiane di radioprotezione, nel suo intervento conclusivo ha voluto, fra l’altro, evidenziare che: “Sogin porta avanti le sue attività in modo sostenibile, ponendo la massima attenzione alla sicurezza per i lavoratori e i cittadini e per la salvaguardia dell’ambiente. La rete di sorveglianza ambientale gestita da Sogin – ha sottolineato Osimani – monitora, con controlli continui e programmati, la qualità dell’ambiente e dei principali prodotti agro-alimentari dei territori nei quali opera, resterà attiva nei 10 anni successivi al completamento delle attività di bonifica. Una scelta che conferma l’attenzione della Società per verificare l’assenza di qualunque impatto ambientale derivante dalle sue attività”.
Nel suo intervento, Giuseppe Nucci, Amministratore Delegato di Sogin, ha sottolineato che: “il Seminario di oggi conferma la grande attenzione con la quale in Europa viene seguita l’esperienza italiana in questo settore. In vista dell’imminente apertura del mercato estero del decommissioning – ha proseguito Nucci – penso che la costituzione di un Consiglio Scientifico, composto da esperti internazionali di altissimo livello, potrà essere un ulteriore stimolo per Sogin e per l’industria italiana nell’affrontare le sfide che questo settore presenterà nei prossimi anni”.
Fonte: Sogin

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