Cerca nel sito

mercoledì 27 luglio 2016

Comunicato Stampa Intel Security: Studio globale rivela le imprese e i paesi più a rischio per la carenza di talenti nella sicurezza informatica

Intel Corporation

2200 Mission College Blvd.

Santa Clara, CA 95054-1549

 

 

Studio globale rivela le imprese e i paesi più a rischio per la carenza di talenti nella sicurezza informatica

 

L’82% dei professionisti IT conferma la carenza di esperti di sicurezza informatica

 

 

·         Un nuovo report di Intel Security e CSIS rivela l’attuale carenza di personale qualificato esperto in cybersecurity in Australia, Francia, Germania, Israele, Giappone, Messico, Stati Uniti e Regno Unito.

·         La carenza di competenze di sicurezza informatica è più grave rispetto a quella di talenti in altre professioni IT.

·         La carenza di competenze di sicurezza informatica è responsabile di danni significativi.

·         I talenti più rari sono quelli con competenze altamente tecniche.

·         Il 76% degli intervistati ritiene che i governi non investano abbastanza nella formazione di personale qualificato in sicurezza informatica.

·         Seminari di formazione e formazione pratica sono percepiti come il modo migliore per sviluppare le competenze rispetto alle risorse didattiche tradizionali.

 

 

SANTA CLARA, California, 27 luglio 2016 . Intel Security, in collaborazione con il CSIS (Center for Strategic and International Studies), ha rilasciato oggi il report dal titolo Hacking the Skills Shortage, che delinea la carenza di talenti che sta interessando il settore della cybersecurity esponendo al rischio aziende e nazioni. La maggioranza degli intervistati (82%) ammette una carenza di competenze in sicurezza informatica, con il 71% degli intervistati che imputa a tale carenza la responsabilità diretta di danni concreti e misurabili alle imprese che per la mancanza di talenti diventano bersagli più appetibili per gli hacker.

 

"La carenza di personale con competenze di sicurezza informatica causa danni diretti alle aziende, tra cui la perdita di dati riservati e proprietà intellettuale", ha dichiarato James A Lewis, Senior Vice President e Director of the Strategic Technologies Program di CSIS. "Si tratta di un problema diffuso a livello globale; la maggioranza degli intervistati in tutti i paesi presi in esame potrebbe collegare la carenza di personale adeguato a danni subiti dalla propria impresa".

 

Nel 2015, nei soli Stati Unti sono rimaste vacanti(1) 209.000 posizioni di lavoro nel settore della sicurezza informatica. Nonostante un intervistato su quattro confermi che la propria azienda abbia subito un furto di dati rilevante a causa del gap di competenze di sicurezza informatica, non ci sono segni che questa carenza di forza lavoro sia destinata a diminuire nel breve termine. Gli intervistati prevedono in media che tra oggi e il 2020 il 15% delle posizioni di sicurezza informatica nelle loro aziende rimarrà scoperto. Con la crescita di cloud, mobile computing e dell’Internet delle cose, così come degli attacchi mirati avanzati e del cyber-terrorismo a livello globale, la necessità di personale formato con solide competenze in sicurezza informatica è quanto mai fondamentale.

 

"Il settore della sicurezza si è interrogato a lungo su come affrontare il dilagare di hacking e violazioni, ma il settore pubblico e privato non hanno affrontato la questione della carenza di talenti di sicurezza informatica con altrettanta urgenza", ha dichiarato Chris Young, Senior Vice President e General Manager di Intel Security Group. "Per far fronte a questa crisi, dobbiamo promuovere nuovi modelli di apprendimento, accelerare la disponibilità di opportunità di formazione e fornire soluzioni sempre più automatizzate affinché i talenti possano essere impiegati al meglio. Infine, è assolutamente necessario diversificare i ruoli nella cybersecurity”.

 

“La carenza globale di talenti preparati e qualificati in sicurezza informatica e cybersecurity aggrava il compito già impegnativo di difendere le imprese contro il volume e la sofisticatezza delle minacce avanzate,” ha aggiunto Ferdinando Torazzi, Regional Director Enterprise Italia e Grecia, Intel Security. “Questo studio offre informazioni preziose che possono aiutare aziende e governi a formare talenti ed esperti con le competenze necessarie per affrontare in modo efficace il mondo della cybersecurity e migliorare la sicurezza informatica globale nel suo complesso.”

 

La richiesta di professionisti di sicurezza informatica sta superando l'offerta di personale qualificato, e le competenze altamente tecniche sono le più desiderate in tutti i paesi oggetto della ricerca. Infatti, le competenze in aree quali il rilevamento delle intrusioni, lo sviluppo di software sicuro e la mitigazione degli attacchi sono considerate di gran lunga più preziose rispetto agli soft skill, tra cui la capacità collaborativa, la leadership e la comunicazione efficace.

 

Questo report prende in esame quattro parametri che compongono il quadro della carenza di talenti esperti in cybersecurity, tra cui:

 

1.       Capacità di spesa nella cybersecurity: la dimensione e l’aumento dei budget di sicurezza informatica rivela come Paesi e imprese ritengano prioritaria la sicurezza informatica. Non sorprende, inoltre, che i Paesi e i settori industriali che investono maggiormente in sicurezza informatica siano posizionati meglio per affrontare la carenza di forza lavoro che, secondo il 71% degli intervistati, ha provocato danni diretti e misurabili alla propria organizzazione.

2.       Istruzione e formazione: solo secondo il 23% degli intervistati i programmi di formazione stanno preparando gli studenti a entrare in questo settore. Questo report rivela come i metodi non tradizionali di apprendimento pratico, come seminari di formazione con prove pratiche, prove sotto forma di gioco, prove tecniche e hackathon, possono essere modi più efficaci per acquisire e far crescere le competenze di sicurezza informatica. Più della metà degli intervistati ritiene che la carenza di competenze di sicurezza informatica sia peggiore della carenza di talenti in altre professioni IT, ponendo l'accento sulla necessità di istruzione e di formazione continua.

3.            Dinamiche aziendali: mentre lo stipendio è certamente il principale fattore motivante nel momento del reclutamento, altri incentivi sono importanti sia nel reclutamento sia quando si tratta di trattenere i talenti migliori, tra cui la formazione, le opportunità di crescita e la reputazione del dipartimento IT del datore di lavoro. Quasi la metà degli intervistati cita la mancanza di formazione o di programmi di qualificazione professionale, tra le ragioni più diffuse per la fuoriuscita dei talenti.

4.            Settore pubblico: più dei tre quarti (76%) degli intervistati sostiene che il proprio governo non investa abbastanza nella formazione di talenti esperti di sicurezza informatica. Questa carenza è diventata una questione politica di primo piano quando lo scorso anno capi di stato negli Stati Uniti, Regno Unito, Israele e Australia hanno chiesto un maggiore supporto per il personale esperto in sicurezza informatica.

 

Raccomandazioni:

       Ridefinire le credenziali minime per i ruoli di sicurezza informatica entry-level: riconoscere i metodi di istruzione non convenzionali

       Diversificare il campo della cybersecurity

       Consentire maggiori opportunità di training esterni

       Identificare le tecnologie in grado di fornire sistemi di automazione intelligente della sicurezza

       Raccogliere i dati relativi agli attacchi e sviluppare metriche migliori per identificare rapidamente le minacce

 

Ulteriori informazioni sui risultati del report Hacking the Skills Shortage: A study of the international shortage in cybersecurity skills, e altre raccomandazioni proposte da Intel Security, sono disponibili al seguente indirizzo: http://mcafee.com/skillsshortage.

Infografica: http://www.mcafee.com/us/resources/misc/infographic-cybersecurity-workforce-deficit.pdf?cid=BHP-057

 

 

Metodologia della ricerca

La ricerca “Hacking the Skills Shortage” commissionata da Intel è stata condotta nel mese di maggio 2016 da Vanson Bourne, un fornitore indipendente di ricerche di mercato specializzato nel settore tecnologico. Sono stati intervistati complessivamente 775 responsabili delle decisioni IT coinvolti nella sicurezza informatica all'interno della propria organizzazione a livello globale, tra cui 100 nel Regno Unito, 100 in Francia, 100 in Germania, 75 in Australia, 75 in Giappone, 75 in Messico e 50 in Israele. Gli intervistati provenivano da organizzazioni con almeno 500 dipendenti, nei settori pubblico e privato. Le interviste sono state condotte online utilizzando un rigoroso processo di selezione a più livelli per garantire che solo i candidati idonei avessero la possibilità di partecipare.

 

Nota

(1) Ariha Setalvad, “Demand to fill cybersecurity jobs booming,” Peninsula Press, March 31, 2015 http://peninsulapress.com/2015/03/31/cybersecurity-jobs-growth/

 

###

Informazioni su Intel Security

McAfee è ora parte di Intel Security. Con la propria strategia Security Connected, l’approccio innovativo alla sicurezza potenziata dall’hardware e l’ineguagliato servizio Global Threat Intelligence, Intel Security è impegnata senza sosta nello sviluppo di soluzioni e servizi di sicurezza proattiva comprovati che proteggono sistemi, reti e dispositivi portatili per l’utilizzo aziendale e personale a livello mondiale. Intel Security combina l’esperienza e la competenza di McAfee con l’innovazione e le prestazioni comprovate di Intel per rendere la sicurezza un ingrediente essenziale di ogni architettura e di ogni piattaforma di elaborazione. La missione di Intel Security è di assicurare a chiunque la tranquillità di vivere e lavorare in modo sicuro e protetto nel mondo digital odierno. www.intelsecurity.com.

 

Per informazioni:

Ufficio Stampa

Intel Security

Tel.: 02/55.41.71

Fax: 02/55.41.79.00

 

Benedetta Campana, Tania Acerbi

Prima Pagina Comunicazione

Tel.: 02/91339820

e-mail: benedetta@primapagina.it, tania@primapagina.it

 

Nessun commento:

Posta un commento

Disclaimer

www.CorrieredelWeb.it e' un periodico telematico senza scopi di lucro, i cui contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali industrie dell'editoria o dell'intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Societa' dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete. In questo la testata ambisce ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.


Pur essendo normalmente aggiornato piu' volte quotidianamente, CorrieredelWeb.it non ha una periodicita' predefinita e non puo' quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001.


L'Autore non ha alcuna responsabilita' per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone. L'Autore si riserva, tuttavia, la facolta' di rimuovere quanto ritenuto offensivo, lesivo o contraro al buon costume.


Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive. Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio. Eventuali detentori dei diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvedera' all'immediata rimozione o citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.


Viceversa, sostenendo una politica volta alla libera circolazione di ogni informazione e divulgazione della conoscenza, ogni articolo pubblicato sul CorrieredelWeb.it, pur tutelato dal diritto d'autore, può essere ripubblicato citando la legittima fonte e questa testata secondo quanto previsto dalla licenza Creative Common.





Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons Creative Commons License






CorrieredelWeb.it è un'iniziativa di Andrea Pietrarota, Sociologo della Comunicazione, Public Reporter, e Giornalista Pubblicista




indirizzo skype: apietrarota



CONTATTI