Cerca nel sito

domenica 31 luglio 2016

WWF: 2015 ANNO TRAGICO PER I RANGER NEL MONDO

"SCARSA O INESISTENTE COPERTURA ASSICURATIVA"  


Almeno 107 ranger nel mondo sono morti compiendo azioni di contrasto al bracconaggio nell'ultimo anno: una nuova indagine, computa anche con il WWF, mette in evidenza che molti di essi non sono protetti né nel caso di infortunio, né in quello di disabilità permanente o perdita della vita. 
Secondo i dati diffusi dalla Federazione Internazionale Ranger (IRF) lanciati in occasione della Giornata Mondiale Ranger, il 42% dei ranger che sono morti nello scorso anno sono stati uccisi dai bracconieri mentre il 17% da animali selvatici. Questi dati si aggiungono agli oltre 1.000 ranger morti negli ultimi dieci anni.

Tuttavia, nonostante gli evidenti rischi che i Rangers affrontano ogni giorno in ogni parte del mondo, la prima indagine mai effettuata sulla loro copertura assicurativa, condotta in 40 paesi diversi, mette in evidenza che il 35% dei ranger pubblici non possiede alcuna assicurazione sulla vita, mentre il 20% non ha quella sanitaria e il 45% manca di copertura assicurativa per disabilità permanente.

"In occasione della Giornata Mondiale dei Ranger, vogliamo dare voce a tutti gli uomini e le donne straordinari che ogni giorno a costo della vita proteggono animali e luoghi cruciali per il bene e il futuro di tutti noi. Vogliamo ricordare e onorare quelli che per garantirci questo servizio hanno pagato il prezzo più alto". Ha detto il Presidente della IRF e direttore della Thin Green Line Foundation, Sean Fillmore, che aggiunge: "Siamo tutti consapevoli che il lavoro del ranger presenta molte difficoltà e pericoli, ma è scioccante constatare quanti ogni anno vengano uccisi in servizio. E' vergognoso rendersi conto che tante loro famiglie non hanno nemmeno ricevono una minima compensazione"

Commissionato dal WWF e dalla Federazione Ranger di Asia (RFA), l'indagine evidenzia la mancanza di copertura assicurativa di base in Asia e in Africa: proprio dove ha perduta la vita quasi il 90% dei rangers lo scorso anno. La metà dei ranger dei paesi esaminati in questi due continenti non ha l'assicurazione sulla vita, mentre più della metà non ha alcuna copertura per le disabilità permanenti (purtroppo frequenti in questo tipo di attività).
L'indagine ha anche riscontrato che nel 38% dei paesi, tra cui la metà di quelli in Africa e in Asia, i rangers vengono assunti con contratti a tempo determinato senza alcuna assicurazione. Nella maggior parte dei paesi analizzati dallo studio, gli intervistati ritengono che la copertura assicurativa per i Rangers è inferiore a quanto garantito per lavori simili, come polizia, militari, guardie costiere e vigili del fuoco.

Per Elisabeth McLellan, responsabile WWF della Wildlife Crime Iniziative"I Rangers sono in prima linea nella difficile attività di proteggere la natura, ma sembrano essere il fanalino di coda quando si tratta di assicurazioni sulla vita, sulla salute e sulla disabilità. I Rangers meritano di sapere che le loro famiglie non saranno abbandonate se vengono uccisi o gravemente feriti in servizio: il futuro di animali ed ecosistemi di valore immenso è nelle loro mani e noi dobbiamo batterci perché la loro vita e quella dei loro cari sia più protetta".

Due recenti sondaggi del WWF hanno anche messo in evidenza quanto sia pericoloso essere un ranger in Africa e in Asia: il 73% dei ranger intervistati tra i due continenti dichiaravano di aver sperimentato un rischio per la vita durante il loro servizio nell'interazione con la fauna selvatica o i bracconieri. Il 66% dichiarava di non essere attrezzati sufficientemente per garantire la propria sicurezza e il 45% pensa di non avere una formazione adeguata.

Roma, 31 luglio 2016



Wwf Italia



--
www.CorrieredelWeb.it

Nessun commento:

Posta un commento

Disclaimer

www.CorrieredelWeb.it e' un periodico telematico senza scopi di lucro, i cui contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali industrie dell'editoria o dell'intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Societa' dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete. In questo la testata ambisce ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.


Pur essendo normalmente aggiornato piu' volte quotidianamente, CorrieredelWeb.it non ha una periodicita' predefinita e non puo' quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001.


L'Autore non ha alcuna responsabilita' per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone. L'Autore si riserva, tuttavia, la facolta' di rimuovere quanto ritenuto offensivo, lesivo o contraro al buon costume.


Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive. Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio. Eventuali detentori dei diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvedera' all'immediata rimozione o citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.


Viceversa, sostenendo una politica volta alla libera circolazione di ogni informazione e divulgazione della conoscenza, ogni articolo pubblicato sul CorrieredelWeb.it, pur tutelato dal diritto d'autore, può essere ripubblicato citando la legittima fonte e questa testata secondo quanto previsto dalla licenza Creative Common.





Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons Creative Commons License






CorrieredelWeb.it è un'iniziativa di Andrea Pietrarota, Sociologo della Comunicazione, Public Reporter, e Giornalista Pubblicista




indirizzo skype: apietrarota



CONTATTI