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martedì 27 settembre 2016

Deutsche Bank, Deutsche Bundesbank e Weidmann

Roma, 27.09.2016. Ieri il titolo di Deutsche Bank (da non confondersi con la Deutsche Bundesbank)  e' diminuito dell'7,3%.

Poca cosa direbbero in molti, considerati i crolli azionari del nostro Monte de' Paschi (detto ironicamente Monte de' Fiaschi), ma  il titolo della banca tedesca ad agosto dello scorso anno valeva 30 euro e oggi 10,5 euro, e' diminuito del 45% da inizio anno, perdipiu' ha realizzato una perdita di 6,7 miliardi nel 2015, ha 31 miliardi di derivati incorporati nei titoli tossici, e' stata multata dalle autorita' statunitensi per ben 14 miliardi di dollari per i titoli tossici (ancora!) legati ai mutui e ha pagato 3,5 miliardi di euro per lo scandalo sui tassi di riferimento Euribor e Libor.

Nonostante tutto questo, il presidente della Deutsche Bundesbank, la banca federale tedesca (l'equivalente della Banca d'Italia), Jens Weidmann, critica le nostre riforme e la legge di stabilita'. Ora, si immagini che il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, giudichi le attivita' del governo tedesco. Non e' pensabile.

Eppure, Weidman, che e' presidente della banca federale tedesca dal 2011, con i risultati di cui sopra, lo fa, forse pensa di essere un Commissario europeo, ma non lo e'. Fare bene, e solo, il proprio mestiere sembra difficile anche nel rigoroso Stato teutonico.

Abbiamo inviato questa nota all'ambasciatore tedesca Susanne Marianne Wasum-Rainer, affinche' faccia presente al proprio Governo che il compito di Weidmann e' quello di controllare le banche del suo Paese, se ci riesce.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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