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lunedì 27 febbraio 2012

Piazza Affari con segno negativo in apertura di settimana


Piazza Affari apre la settimana di trading al ribasso segnando un -0,87% al momento della chiusura odierna. Il risultato sorprende gli addetti ai lavori visto l’ottimo esito dell’asta del Tesoro italiano di oggi di Bot a sei mesi e di Bot flessibili a 295 giorni che ha messo a segno ben 12,15 miliardi di euro; la domanda è infatti stata sostenuta e i tassi hanno registrato un calo sia per i Bot a 6 mesi (1,2%) che per quelli a 295 giorni (1,29%) confermando una netta ripresa da novembre scorso quando, nel momento apice della crisi dei titoli di Stato, il livello dei tassi aveva invece raggiunto il 6%.
L’attenzione è ora concentrata sull’asta della BCE prevista per mercoledì in cui l’istituto guidato da Mario Draghi effettuerà prestiti alle banche europee in quantità illimitata su base triennale e all’1% di tasso d’interesse. Tale operazione presenta similitudini con la politica di quantitative easing attuata dalla FED americana, ovvero una sostanziosa inizione di capitale nel sistema di credito da parte della banca centrale per mezzo di maxi prestiti. Le previsioni di analisti finanziari ed esperti del settore sono abbastanza unanimi rigardo alla domanda e il consenso sembra essersi stabilito sui 470-500 miliardi di euro; una domanda inferiore ai 400 miliardi rapresenterebbe un segnale negativo per i mercati finanziari ed in particolare per lo spread Btp italiano a 10 anni –Bund tedesco. Gli analisti di Goldman Saschs e del Financial Times prevedono un buon esito dell’asta che potrebbe addirittura superare i 1000 miliardi, secondo il quotidiano britannico, e i 600 miliardi secondo la banca americana; un risultato tale sarebbe un segnale assolutamente positivo per i mercati al livello internazionale.
Sul fronte dei dati macro economici abbiamo invece assistito oggi ad un calo dell’indice di fiducia delle imprese che si è assestato a quota 91,5 (dal 92,1 di gennaio); le attese di produzione sono migliorate ma i giudizi sugli ordini peggiorati.
Anche il mercato delle materie prime non naviga in buone acque, in particolare per quanto riguarda il prezzo del petrolio che continua a salire a causa dell’oscillazione del cross valutario di trading forex eur/usd, dell’aumento delle tasse conseguenti all’implementaizone delle misure di austerity (allo Stato va ora il 60% dei guadagni sul petrolio) e infine della difficile situazione in Iran che non si è ancora risolta. Il prezzo della benzina ha registrato oggi quota 1,82€ mentre il diesel è a quota 1,75€ al litro.

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