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lunedì 30 maggio 2016

Festival dell'economia: i luoghi della crescita. In anticipo l'analisi che mostra come l'Italia sia ancora dentro la bolla immobiliare

Oggi i costi per l'affitto o per il mutuo incidono sullo stipendio degli italiani tra il 50 e il 65%

Se il suolo fosse considerato un bene comune, al pari dell'acqua, il rapporto scenderebbe in modo esponenziale come succede a Berlino dove una casa costa un terzo che a Milano

L'analisi in un libro di Francesco Maria Esposito, che sarà presentato al Festival dell'economia di Trento, propone la disciplina dei prezzi immobiliari contro la speculazione  e un piano casa da  480 mila alloggi "public housing" in 10 anni per far ripartire l'economia

 

Per il 70% degli italiani la casa costituisce la principale voce di spesa, sottraendo liquidità all'economia domestica. Se il suolo fosse considerato un bene comune, al pari dell'acqua, come in Germania, i costi di locazione abitativa, che  intaccano oggi il 65% della busta paga degli italiani, potrebbero scendere in modo esponenziale. Dal 1963 fino al 1985 il costo per una locazione o per una rata di mutuo in Italia incideva solo per il 20% su uno stipendio medio.

Che la casa sia ancora oggi tra i primi desideri dei giovani italiani è confermato da una recente ricerca dell'Istituto Ixè che evidenzia come un italiano su 4 tra i 18  e 34 anni abbia il sogno di acquistare una casa. Però lo studio mette anche in risalto che in Italia il 75% dei giovani tra i 16 e i 34 anni vive con i genitori e 2 terzi di questi (51%) non lo fa per libera scelta, ma perché non può permettersi un alloggio.

L'analisi di Francesco Maria Esposito, urbanista e architetto, founder partner di World – Law, Economics & Architecture, autore del Libro "Edificabilità bene comune" (Cacucci Editore, Bari), sarà presentata al Festival dell'Economia di Trento "I luoghi della crescita".

 Lo studio dell'autore propone, per uscire dalla crisi italiana, un'economia immobiliare libera da speculazioni e la realizzazione di un piano abitativo pluriennale nazionale, a costo zero per lo Stato, con un consumo di suolo quasi nullo, in grado di assicurare 480mila alloggi in 10 anni a prezzi convenzionati.




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