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giovedì 24 novembre 2005

Il metanodotto in cambio degli ambienti naturali

La creazione del nuovo metanodotto Foligno Sulmona potrebbe dover attraversare un'area naturale che rimarrebbe irreparabilmente danneggiata. E' accettabile? Lascia il tuo commento qui o nel blog di ValnerinaOnLine.it

Il metanodotto a Norcia? Per il tratto Sulmona Foligno grandi dubbi

Una commissione pubblica sul metanodotto, dopo la presentazione del progetto da parte della Snam la parola è passata a istituzioni e cittadini

NORCIA – Un incontro voluto dall’amministrazione comunale per coinvolgere la popolazione, le associazioni e gli enti interessati ad uno dei temi di discussione attualmente più caldi a Norcia e nel territorio limitrofo.

Seguendo la metodologia adottata alcuni mesi fa per decidere se installare o meno nel nursino le pale eoliche, la giunta comunale ha chiamato la cittadinanza a partecipare ai lavori della terza commissione consiliare di “Pianificazione Territoriale ed Urbanistica”, questa volta riunita per conoscere e valutare il progetto della Snam Rete Gas relativo alla costruzione del grande metanodotto Sulmona-Foligno.

Un progetto che è stato da più parti contestato a motivo della delicatezza ambientale e paesaggistica delle zone che verrebbero attraversate dal tracciato. Ai lavori, aperti dal consigliere Sante Coccia, hanno preso parte, oltre al sindaco Alemanno, alcuni esperti e tecnici della Snam, tra i quali l’ingegnere e project manager Giovanni Russo, il geologo Antonio Caffarelli, i geometri Marco Lucchesi e Federico Marsili e ancora l’ingegnere Sergio Boni.

L’opera, che è stata riconosciuta di pubblica utilità – ha illustrato l'ing. Bonie che si divide in cinque tratti per una lunghezza complessiva di 687 chilometri, di cui 166 relativi al tratto Sulmona-Foligno, ha lo scopo principale di migliorare localmente le reti esistenti per conferire maggiore flessibilità e affidabilità al sistema trasporto”.

“Il tratto del metanodotto Sulmona-Foligno – ha aggiunto l’ingegner Russo – interesserà 4 regioni: Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria (per 42,6 km); in quest’ultima la sola Provincia di Perugia e cinque Comuni: Norcia (per 19,6 km); Preci (9,3), Cascia (2,8) Sellano e Foligno. Le condutture che verrebbero installate – ha continuato – hanno un diametro di 1,20 metri e sarebbero collocate a un metro e mezzo di profondità. Ai lavori di scavo e alla messa in posa dei tubi farebbero quindi seguito diverse fasi di ripristino morfologico e vegetazionale delle piste di lavoro, quest’ultime larghe dai 18 ai 28 metri, a seconda del tipo di terreno - pianeggiante, boschivo o di montagna - attraversato”.

La lunga e dettagliata presentazione dei tecnici Snam ha dato il via ad una serie di riflessioni e di osservazioni da parte di tutti i presenti, a cominciare dal primo cittadino.

Il Comune di Norcia – ha fatto notare - è stato interessato del progetto solo lo scorso 6 settembre e entro 90 giorni a decorrere da quella data dovrà esprimersi sulla compatibilità urbanistica dell’opera, poiché la valutazione di incidenza ambientale spetterà alla Regione Umbria. Ma se l’opera deve essere necessariamente realizzata passando nel nostro territorio, che di certo rappresenta il contesto ambientale di maggiore pregio tra quelli interessati dall’intero tracciato – ha affermato – è importante che vada almeno a salvaguardare i due ambienti più sensibili toccati dal passaggio della rete, due contesti fragili e particolari che potrebbero essere irreparabilmente compromessi: le marcite (che sarebbero attraversate nella parte più ad ovest per un tratto di 350 metri) e la valle del Pescia”.

Alla descrizione delle due aree, di cui una, quella delle marcite, all’interno del parco nazionale dei Sibillini, è seguita l’illustrazione di due tracciati alternativi a quelli proposti dalla Snam e il confronto aperto con i presenti. Alcuni intervenuti si sono dichiarati apertamente contrari al progetto mentre altri hanno voluto rimarcare i punti di maggiore criticità del territorio (oltre alle marcite e alla valle del Pescia con le sue sorgenti, il geosito della Piana di Santa Scolastica, le numerose tartufaie spontanee, le faggete centenarie, …) e ricordare che il progetto andrà comunque ad attraversare una zona sismica.

Altri hanno voluto conoscere i motivi e i criteri della scelta di far passare il metanodotto proprio sulla dorsale appenninica piuttosto che lungo la costa adriatica e c’è stato anche chi ha rilevato l’opportunità di aprire un tavolo di confronto tra tutti i Comuni dell’Umbria interessati dal tracciato per trovare soluzioni condivise ed unitarie.

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