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giovedì 23 febbraio 2006

"Dialogo nel buio" di Andreas Heinecke

"Dialogo nel buio"
Un percorso da vedere con altri occhi
Edizione Speciale
per le Olimpiadi della Cultura Torino 2006
Moncalieri (Torino), Limone Fonderie Teatrali
23 febbraio – 31 marzo 2006


"Dialogo nel Buio" è una mostra percorso dove non si vede nulla. E’ un’esperienza da vivere nell’oscurità, un’avventura per vedere e capire le cose con altri occhi.
Dialogo è l’incontro con un cieco che guida i nostri passi e risveglia il bisogno profondo di comunicare. All’uscita nulla sarà più come prima.

Per saperne di più:
Da anni ormai "Dialogo nel buio" sta girando il mondo, lasciando un’impressione profonda e duratura in persone di ogni età. Che cosa induce la gente a Milano, Parigi, Londra, Vienna, Tokio, Rio de Janeiro, Città del Messico, Amburgo o Francoforte a scoprire l’invisibile e a lasciarsi guidare da un cieco attraverso una mostra senza immagini?
Diamo un’occhiata nel buio. Il buio non è la condizione reale dei non vedenti, e sarebbe una semplificazione eccessiva credere che "Dialogo nel buio" possa simulare la cecità. Il buio è una metafora dell’emarginazione e della discriminazione di cui i disabili sono tutt’oggi vittima. Essere disabili significa soprattutto essere definiti a partire dai propri limiti e non avere le stesse possibilità che hanno le persone senza disabilità.
Il buio rappresenta anche le paure che sono dentro di noi. E tuttavia il buio, come i 17 anni di "Dialogo nel buio" ci hanno insegnato, può anche essere uno straordinario strumento per comunicare e incontrarsi. Un luogo senza belle apparenze, dove il pregiudizio e la rapida occhiata sono impossibili: qui contano la voce, i contenuti, così come l’intuito e la disponibilità ad aiutare. Solo chi parla, esiste. Chi rimane silenzioso, scompare nell’oscurità impenetrabile.
Questa è la ragione per cui in "Dialogo nel buio" l’attenzione è sul dialogo e non sull’esperienza del buio; dialogo con se stessi e con gli altri che ci hanno accompagnati nel viaggio attraverso l’oscurità, e dialogo con persone disabili. Basta spegnere la luce e i ciechi non sono più ciechi, e noi vedenti diventiamo ciechi e indifesi.
Perché dunque le persone intraprendono una simile esperienza? Innanzitutto, senza dubbio, per mettersi alla prova in un modo nuovo. E anche perché siamo stanchi del fuoco incrociato di immagini al quale siamo sottoposti ogni giorno. E ci si chiede anche quali sensi e percezioni siano assopiti dentro di noi. In questo i giapponesi non sono diversi dai messicani, né gli italiani dai tedeschi.

Andreas Heinecke, autore di "Dialogo nel buio"

www.dialogo-nel-buio.it
info@dialogo-nel-buio.it

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