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sabato 20 gennaio 2007

Dr.House, esordio boom per la terza stagione battuto lo show di Ranieri su RaiUno

Quasi cinque milioni di spettatori hanno seguito la serie cult trasmessa da Italia1

Meglio ha fatto solo una formula consolidata come quella di "Scherzi a parte"


 Dr.House, esordio boom per la terza stagione battuto lo show di Ranieri su RaiUno ROMA - Non c'è controprogrammazione che tenga. Anche se, per fermarlo, hanno tentato di tutto: dallo spostamento di giorno alla riduzione della tradizionale (per l'Italia) doppia puntata al singolo episodio. Ma niente da fare: il cinico, scorbutico, politicamente scorretto e irresistibile Dr. House ormai ha conquistato anche il pubblico di casa nostra. Come provano i risultati d'ascolto di ieri, quando è andato in onda, su Italia1, il telefilm numero uno della terza stagione: 4 milioni 884 mila spettatori. Più dello show di Massimo Ranieri, Tutte donne tranne me, sulla rete ammiraglia RaiUno, che non supera i 4 milioni 619 mila.

Come si vede, una differenza di 265 mila spettatori. E allora, a fare meglio del cult serial made in Usa, riesce solo un appuntamento nazional-popolare dall'appeal da tempo consolidato, Scherzi a parte: che vince la prima serata con 6 milioni 279 mila spettatori, e uno share del 27,15%.

Certo, restando sul piano dello share, va detto che lo show di Ranieri - durante il quale, tanto per attirare un po' di pubblico in più, il conduttore ha abbracciato per la prima volta nella vita la figlia, ignorata per anni e anni - ottiene qualcosa in più, rispetto a Dr. House. E cioè 18,59, contro 17,85. Ma questo non dipende dal gradimento, ma dalla lunghezza del programma: interminabile come ormai tutti gli spettacoli di questo tipo. Contro i 50 minuti scarsi del telefilm di RaiUno. Un dato, questo, che influisce appunto sullo share, cioè sulla quantità di pubblico catturato rispetto alle altre reti.

E allora, ai fedelissimi del medico più scorbutico dell'etere, non resta che festeggiare quest'ennesima vittoria. Sperando che stavolta non succeda ciò che è in passato è già accaduto: e cioè lo spostamento di data, dovuto al suo essere troppo, troppo vincente.


Origine: Repubblica

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