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lunedì 15 gennaio 2007

Italia e Ue contro le esecuzioni

PENA DI MORTE!

Italia e Ue contro le esecuzioni

Durante una conferenza stampa congiunta con il Presidente della Commissione Ue Josè Barroso, il Presidente del Consiglio Romano Prodi ribadisce che il governo ha "la stessa posizione " assunta sull'esecuzione dell'ex raìs

PENA DI MORTE Roma, 15 gennaio 2007. - Ferma presa di posizione dell'Italia, sostenuta dalla UE, contro la pena di morte dopo l'esecuzione dei due coimputati nel processo a Saddam Ussein. Barzan Ibrahim al Tikriti, il fratellastro di Saddam Hussein, e Awad Hamed al-Bandar, ex-capo del tribunale rivoluzionario iracheno, sono stati impiccati poco prima dell'alba. Erano stati condannati alla pena capitale assieme all'ex rais per la strage di Dujail nel 1982.

D'ALEMA
Le due esecuzioni, ha detto il ministro degli Esteri Massimo D'Alema,"nella complessa situazione irachena non aiutano il processo di pacificazione".
"Siamo contrari alla pena di morte in linea di principio - ha aggiunto D'Alema - e ribadiamo questa nostra posizione; siamo dispiaciuti che gli appelli per la sospensione delle esecuzioni non siano stati accolti".

PRODI E BARROSO
Una posizione condivisa e precedentemente espressa anche dal presidente del Consiglio Romano Prodi: il Paese "è contro la pena di morte". "E credo non si debbano aggiungere altre parole", ha aggiunto il Premier durante una conferenza stampa congiunta con il Presidente della Commissione Ue Josè Barroso. "Appoggiamo tutte le iniziative dell'Italia per abolire la pena di morte.Dobbiamo lavorare insieme per arrivare alla moratoria", gli ha fatto eco il presidente della Commissione Ue.


Protestano anche i legali dei due condannati. Chiedono un'indagine internazionale per "appurare la verità su come possa essersi staccata dal corpo la testa di Barzan". Nei primi video ufficiali dell'esecuzione compare un corpo decapitato.

Origine: Quotidinano Nazionale

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