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giovedì 8 marzo 2007

Giornata delle donne

OTTO MARZO 2007

CIPSI E CHIAMA L’AFRICA: “CONDANNIAMO OGNI FORMA DI VIOLENZA E DI DISCRIMINAZIONE E CI IMPEGNAMO A LAVORARE CON LE DONNE IN OGNI PARTE DEL MONDO”. POESIA AFRICANA DEDICATA ALLE DONNE
 

Roma, 8 marzo 2007 - In occasione dell’8 marzo, giornata delle donne, il Cipsi – coordinamento di 37 associazioni di solidarietà internazionale - e Chiama l'Africa vogliono salutare tutte le donne del mondo che, in ogni parte del mondo, generano e difendono la vita. Superando e vincendo con il loro lavoro, il loro impegno quotidiano, la loro cocciutaggine e il loro amore, ogni forma di discriminazione e di violenza. Sono le donne, infatti, soprattutto nei paesi più impoveriti e in Africa in modo particolare, a reggere l'economia familiare, a gestire e proteggere la vita dei propri figli, donando, quindi speranza e futuro all'umanità.
“Mentre vogliamo condannare ogni forma di violenza e di discriminazione – afferma Guido Barbera, Presidente del Cipsi – e impegnarci a costruire una società dove alle donne sia riconosciuto il loro ruolo unico e irripetibile, ci impegniamo a lavorare, nel nostro impegno di solidarietà e di cooperazione, particolarmente con loro. Sapendo che ogni attività svolta dalle donne, soprattutto nelle situazioni più povere e difficili, è un, investimento per una società più giusta e più umana che pone al centro di tutto la difesa strenua della vita e dei diritti”.
In questa occasione il Cipsi e Chiama l'Africa vogliono dedicare a tutte le donne una poesia, scritta da una donna africana, Elisa Kidanè, per ricordare e celebrare la fatica creativa e portatrice di speranza e di futuro, delle donne africane e di tutte le donne.
 

Avanzi
maestosa,
più che regina,
e nei tuoi occhi

riflessa sta
una forza
a te solo conosciuta.
 
E vai,
macinando miglia
ingoiando polvere
caricando pesi
coltivando sogni.
 
E vai
con passo fermo,
segnando tappe
per capitoli nuovi
di un libro antico.
 
E continui
ad andare,
instancabile
venditrice
di speranza.
Non importa
se la pioggia
inzuppa le tue ossa,
se il sole
brucia l’anima tua
se la polvere
impasta il sudore.
Nei tuoi occhi gentili
riflessa sta
una meta
a te solo conosciuta.
 
E vai
incontro alla notte.
Ad attenderti
le stelle,
impazienti di danzare
al ritmo dolce
del tuo cuore.
Poi
prima che spunti il sole,
riprendi il cammino
anticipando l’alba
generando aurore
inventando futuro.
E l’Africa tutta
vedendoti avanzare
all’orizzonte,
maestosa,
più che regina,
rinnova,
la fede
nel Dio della Vita.
 
E vai
carica
di sogni e popoli,
riflessi
nei tuoi occhi dolci
di Madre d’Africa
e ostinata custode
dell’umanità.


i | Coordinamento di Iniziative  Popolari di Solidarietà Internazionale
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