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sabato 28 aprile 2007

BARI – Bonnie Prince Billy in concerto


Grande evento nel fortino del borgo antico di Bari all’interno della rassegna Planet of Sound: si è esibito Bonnie ‘Prince’ Billy.Will Oldham (in arte Bonnie Prince Billy) uno dei nomi più emblematici del cantautorato statunitense, la sua, una prolifica carriera suddivisa tra gli pseudonimi Palace Brother, Palace Songs e Palace, assunti soprattutto nel corso degli anni ’90, per poi giungere a lavori di ultima produzione che firma con lo pseudonimo con il quale si è presentato anche all’intimo e caloroso pubblico di Bari. Questo continuo mutamento del nome, certamente ha corrisposto, nel susseguirsi degli anni, alle svariate collaborazioni con artisti più disparati e pertanto ad una sua metamorfosi evolutiva.Oggi Oldham è una certezza, le sue sonorità se pur così frastagliate sono certamente accomunate da un filo conduttore tipicamente folk e country.Il suo rock-folk così spigoloso riesce a cantare la vita, sviscera, nelle sue canzoni-poesie, ogni argomento più intimo e intimista. L’amore, il sesso, la morte e lo stesso cantare sono espressi nei suoi testi in un perfetto connubio di cuore e bile che rendono ogni canzone un capolavoro.Come la sua voce che si spezza e si mostra sempre un po’ stonata ma in grado di ammaliare incantare e produrre ogni volta un’opera di fragilità e dolcezza.La sua musica non è originale, discende, infatti, dalla tradizione americana folk ma la sua forza e la sua empatia certamente lo rendono paragonabile e diretto discendente di Nike Drake, di Cohen, di Johnny Cash. E proprio con quest’ultimo Bonnie Prince Billy ha anche duettato nella canzone ‘I see a Darkness’. Insomma, regalando due ore di continue emozioni, accompagnato solamente dal batterista che sembrava sognare mentre sfiorava leggermente il suo strumento, Oldham, non si è risparmiato, ironico e cordiale ha interagito qualche volta con il pubblico per poi tornare a immergersi nella sua musica. Quasi spiritato e assorto accarezzava dolcemente la sua chitarra, estraniato spesso si lasciava sopraffare dalla sua fisicità che si espletava con tipici movimenti folk e strane espressioni del volto. Insomma una malinconia, quella di Will Oldham, protesa forse verso una certa speranza che continua a mostrare come la propria voce possa cantare la vita, la sua vita.
Luana Martino

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