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venerdì 20 aprile 2007

L'appello del FAO a SEP, salone internazionale delle ecotecnologie in corso alla fiera di padova. Eco-energia: Rischi ma anche benefici per i biocarburanti



L'appello del FAO a SEP, salone internazionale delle ecotecnologie in corso alla fiera di padova

Eco-energia: Rischi ma anche benefici per i biocarburanti


È quanto ha affermato Gustavo Best, coordinatore per le questioni energetiche della FAO al convegno “Prospettive e barriere allo sviluppo delle bioenergie” che si è appena concluso al SEP, Salone Internazionale dell'Ambiente in corso alla Fiera di Padova. “I cambiamenti climatici stanno imponendo a tutti i Paesi un grande sforzo per contenere le emissioni di CO2. Dobbiamo lavorare insieme per promuovere le bioenergie per lo sviluppo sostenibile”.
È questo l’obiettivo che si sono dati i Paesi del G8 a cui si sono aggiunti Brasile, Cina, India, Messico e Sud Africa costituendo la GBEP (Global Bioenergy Partnershi) presso l’Agenzia della FAO. A questo proposito è stato realizzato un Libro Bianco per guidare le attività del Partenariato che intende organizzare, coordinare e incrementare i livelli internazionali di ricerca, sviluppo. “Già 38 governi dei Paesi in via di sviluppo si sono rivolti al nostro gruppo per un aiuto concreto per sviluppare bioenergia.
Certo Fidel Castro e Chavez hanno rivolto pesanti critiche a Lula all’utilizzo di cereali per la produzione di bioetanolo. Ma questo nuovo carburante potrà aiutare l’economia dei Paesi più poveri semplicemente utilizzandolo in loco, senza esportarlo dando così un aiuto ai contadini per incrementare il proprio reddito e per limitare la desertificazione eliminando la raccolta della poca legna disponibile. Tutti pensano, poi, che saranno utilizzati OGM e questo è vero principalmente nel Sud America ma indipendentemente dal bioetanolo.
Dovremo prestare molta attenzione e valutare attentamente la tipologia dei semi, dei terreni e delle condizioni atmosferiche della zona perché l’uso di OGM prevede un aumento di disserbanti e di consumo d’acqua e questo non è sempre compatibile con l’agricoltura locale. Per questo motivo abbiamo messo a punto un piano della durata di sei anni con i 38 Paesi che si sono rivolti a noi.
È necessario un approccio multidisciplinare perché i biocarburanti possono davvero rappresentare una grande opportunità per i Pvs ma occorre mettere a confronto una lista di bisogni e una di opportunità e pensare, comunque, che la soluzione per salvare il nostro pianeta è solamente quella di ricorrere a un mix energetico. Non dobbiamo cerco pensare di creare una OPEC dei biocarburanti”.


Ivana Ruppi
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