Gli italiani sono dei discreti consumatori di formaggi le più recenti statistiche indicano in 12 kg l’anno, il consumo medio procapite mentre la grande distribuzione detiene il primato nelle vendite di formaggi, circa il 70%.
In commercio si trovano moltissimi formaggi che non hanno nulla a che vedere con la grande tradizione caesaria del notro paese; essi hanno un crescente successo grazie a importanti campagne di comunicazione e solitamente sono prodotti destinati ad avere un ciclo di vita breve.
I formaggi freschi e dal sapore delicato, stanno risquotendo l’interesse dei consumatori, il loro successo è legato molto probabilmente al loro “nuovo” gusto, allo stile di vita, alla comodità rappresentata dalle confezioni ridotte sino alla monodose e al supporto di importanti campagne pubblicitarie.
Nei supermercati sono in messi in grande evidenza i formaggi spalmabili, la Ricotta, il formaggio grana, le Mozzarelle, il Mascarpone...
Il comparto dei formaggi in Italia è composto soprattutto da piccole e medie aziende, moltissime delle quali radicate in ambito locale.
Estremamente interessante è l’aumento delle vendite di formaggi stagionati nel sud Italia, una sorta di inversione di tendenza dove i consumi sono sempre stati orientati verso i formaggi freschi.
Tra i formaggi Italiani più esportati nel mondo troviamo il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano; seguono la mozzarella; interessanti i volumi generati dal Gorgonzola, Il Pecorino Romano e il formaggio grattuggiato.
In Italia si calcola che esistono almeno 400 formaggi, alcuni di essi sono molto simili e si differenziano per piccoli particola produttivi, altri mostrano tutta la loro autentica tipicità.
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