RISPONDIAMO AI FALLIMENTI DEL G8
CON LA COLLABORAZIONE ED IL DIALOGO TRA TUTTI I CITTADINI
BARBERA (CIPSI): "I PAESI RICCHI SONO RESPONSABILI DELL'AUMENTO DELLA POVERTA' NEL MONDO. I G8 SONO SEMPRE PIU' PICCOLI PAESI, NON GRANDI. PROMESSE MAI MANTENUTE ED IMPEGNI DISATTESI. CHI LI HA AUTORIZZATI A DECIDERE LE SORTI DEL MONDO? LASCIAMOLI SOLI. L'UNICA SPERANZA E' IL DIALOGO E L'ORGANIZZAZIONE DELLA SOCIETA' CIVILE".
Roma, 9 giugno 2007 - Guido Barbera - presidente del CIPSI, coordinamento di 41 Ong e associazioni di solidarietà internazionale - in riferimento al vertice dei G8 di Rostock ha dichiarato: "L'Africa e i paesi impoveriti del pianeta possono sperare qualcosa da questi grandi? La storia recente ci dimostra il contrario. I paesi ricchi fanno sempre più i loro interessi. Hanno dimostrato ancora una volta di essere piccoli paesi, non grandi! La crescita della povertà e della miseria in tanti Paesi del mondo, è responsabilità delle politiche dei paesi più ricchi del mondo. La difesa degli interessi commerciali ed economici sono il peccato mortale del G8. Lasciamoli soli! Chi li ha autorizzati a decidere per l'umanità? Questa telenovela, che si ripete costantemente ogni sei mesi da anni, serve solo a dare risalto internazionale a politici incapaci di mantenere gli impegni assunti e difendere i dritti di ogni essere umano ed i beni comuni come l'ambiente, l'acqua. A loro dobbiamo rispondere con l'esempio dei fatti, che viene oggi sempre più dalla società civile di tanti Paesi del mondo che non può continuare ad aspettare i tempi della politica".
E Barbera continua argomentando la sua posizione: "Puntualmente da decenni ad ogni incontro dei G8 torna la tematica della lotta alle macroscopiche ingiustizie che dividono il pianeta. Puntualmente torna il tema dell'Africa come un continente che necessita di politiche nuove di cooperazione. Puntualmente si prendono degli impegni che, puntualmente vengono disattesi. Cominciamo dagli obiettivi del millennio: lanciati solennemente come grande sfida per il nuovo millennio, oggi registrano un sonoro fallimento. L'obiettivo di dimezzare il numero dei poveri entro il 2015 è ormai stato messo da parte dagli stessi paesi che lo avevano lanciato. Basta un piccolo dato: secondo l'ultimo rapporto delle Nazioni Unite oggi il 2% della popolazione detiene il 50% della ricchezza. Al più questa campagna è servita ad arricchire i già ricchi attraverso dibattiti, tavole rotonde, convegni e chi più ne ha più ne metta.
Basterebbe riconvertire almeno una parte delle migliaia di testate nucleari che minacciano l'umanità per ricavare gli stanziamenti sufficienti ad intervenire concretamente al raggiungimento degli Obiettivi del Millennio. Ma se si facesse un tale passo, come si potrebbe costruire uno scudo stellare? Uno scudo per difenderci dalla nostra stessa follia!
Era stato lanciato un grande fondo per la lotta contro l'Aids, ma i paesi ricchi hanno disatteso l'impegno ed il fondo langue senza che agli impegni siano seguiti gli stanziamenti. Nell'ultimo vertice dei G8 svoltosi nel Regno Unito, sotto l'abile regia di Blair, ci si era impegnati a stanziare 50 miliardi di dollari per aiutare il decollo dell'Africa. Ma anche questi sono restati lettera morta. Circa il debito estero, è stato condonato solo a 22 dei 40 paesi a cui era stata promessa la cancellazione, mentre altri 60 non sono neanche stati presi in considerazione. Nel frattempo, altri paesi che non fanno parte dei G8, la Svezia ad esempio, hanno cominciato a parlare di debito illegittimo che non solo deve essere condonato, ma per il quale i paesi poveri dovrebbero essere risarciti. "E' tempo di mettere l'Africa nelle condizioni di autorganizzarsi e gestire le sue politiche, contando innanzitutto sulle proprie forze. I ricchi, che si sono arrogati il diritto di decidere per tutti devono piuttosto fare un passo indietro".
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