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martedì 12 giugno 2007

Classico o bizzoso ma solo Made in Italy. Incontro con Gianni Mura, stilista



La cravatta è segno di ordine anche interiore, di non avarizia, di non falsità, di non solitudine e di tanti altri segnali che lo stilista sardo, trapiantato a Milano dal 2000, spiegherà nel libro "COLORI & CRAVATTE" (2° edizione), di prossima uscita. 50 anni di professionalità nel mondo della moda e degli accessori Gianni Mura li ha espressi a Milano in questo nuovo decennio. Insieme alla moglie Piera, convinta sostenitrice dei valori del marito, decide di aprire un Atelier nella centralissima Via Torino, poco distante dal Duomo. Vende direttamente la sua variegata produzione e le sue cravatte trovano subito consenso nel grande percorso della moda milanese. Personalità semplice ma decisa, quella di Gianni Mura, che presenta le sue creazioni rigorosamente griffate di autentico Made in Italy. "Un marchio che infonde orgoglio e sicurezza non solo in chi produce", commenta lo stilista. Le rinomate tessiture comasche tranquillizzano il cliente a tutte le latitudini e lo allontanano dallo spettro dell'offerta omologata di importazione. Incisiva la sua attività lavorativa sotto il cielo lombardo. Al suo attivo, tre brevetti e un libro. Un libro ricco di aneddoti su colore-personalità che ha avuto un successo immediato e perfino insperato se si pensa che un semplice "passaparola" ha prodotto il fenomeno di 6.000 copie andate a ruba in pochi mesi. "Ora si fa il bis", dice Gianni Mura, "al successo non si voltano le spalle. Con la seconda edizione, che probabilmente sarà pronta entro la fine dell’anno, offrirò nuove emozioni, ma anche una guida alla conoscenza delle trame, oltre all’inserimento di nuovi aneddoti, nodi e novità. La sfida più recente riguarda la cravatta con il codino a vista". Un bel giorno, Gianni Mura decide di assurgerlo a ruolo di primo piano. Le forme sono libere. I pezzi sono unici, alcuni perfino strani, come depositati da entità impalpabili. Forme non consuete, forme alla rovescia, ma tutto è nuovo. Tutto è vero. Libero di esprimersi fino in fondo, Gianni Mura mette disegni su disegni e colori su colori. Come pronto a scatenare una risata. Una risata che fa bene. "Una cravatta che nasce per emozionare e che aggiunge movimento al movimento già insito nella forma", dice lo stilista, "non può, non deve passare inosservata e nemmeno deve inibire le percezioni". Accolta con entusiasmo da chi ama l'inusuale, trova consenso in tutte le fasce di età e non solo nello stivale. L’estero sta segnando una new entry importata direttamente dall’Italia; come dire, un posto d’onore nella hit list dei souvenir. Una cravatta classica al momento giusto e una più giocosa in un altro momento (forse più giusto) non è cosa da poco. Un vero abbinamento "su misura", perfetto per esaltarne l'unicità. Perchè il codino a vista? "Perchè ha un connotato di forte identità", dice Gianni Mura. "Vado oltre l’essenziale. Nella vita, non mi sono mai fermato alla sopravvivenza. Ho sempre navigato ad alte quote. Magari con pochi spiccioli in tasca, ma sempre tenendo alta dignità, buon gusto e, inoltre, cosa assai importante, senza mai trascurare l’igiene che abbino alla cravatta come luce al sole. Lo dicono decenni di osservazione. Fateci caso. A uno che ama la cravatta, potete sedergli vicino con tranquillità. E non è questione di élite o di condizioni economiche. I barboni hanno seguaci in tutti gli ambienti. Per estensione, vedo la cravatta come naturale esigenza di piacersi e ho sempre indossato questo accessorio come naturale esigenza di piacere. Ora produco in versione surplus per le stesse ragioni. Con questa traduzione intendo essere più invadente", dice convinto lo stilista. È una cravatta che si clona alla personalità come una seconda pelle e la si può indossare con un unico codice d’accesso: "carattere".

Marco Mancinelli
Gianni Mura Press Office
www.giannimura.it
press.mark@tele2.it

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