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giovedì 20 settembre 2007

D’Annunzio negli scavi archeologici di Castellammare di Stabia

Il 21 settembre va in scena D'Annunzio negli scavi archeologici di Castellammare di Stabia


Sarà un Gabriele D'Annunzio decisamente inedito, malato di solitudine e nostalgia, quello che si materializzerà in prima mondiale, domani venerdì 21 settembre alle 21, tra i resti  delle antiche mura romane di Villa San Marco a Castellammare di Stabia.
Protagonista di "Nell'abisso del tempo. Il viaggio  di D'Annunzio alla ricerca del mito", spettacolo itinerante ad inviti, ambientato negli scavi stabiesi, ideato e diretto dal regista Massimo Luconi, e organizzato dall'Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo di Castellammare - amministrata da Anna Maria Boniello –con il patrocinio ed il contributo dell'Assessorato al Turismo della Regione Campania, guidato da Marco Di Lello, e della Presidenza del Consiglio Regionale, guidata da Sandra Lonardo, l'attore Graziano Piazza, protagonista acclamato dalla stampa internazionale per l'ultimo spettacolo di Luca Ronconi.

Toccherà a lui, per l'occasione, portare in scena, o meglio, in giro per le suggestive stanze affrescate della splendida "domus", non il "solito" Vate superomistico, ma la voce di un uomo ingabbiato nel proprio tormento esistenziale. A fargli compagnia in questo insolito viaggio a ritroso nel tempo, durante il quale vestirà i panni di attore-cicerone, la sua cameriera ovvero l'attrice Valentina Banci e la musicista Anna Maria Bianconi. Personaggi reali e allo stesso tempo onirici, che guideranno il pubblico in un percorso artistico a 360 gradi, alla riscoperta della villa romana incastonata sul pianoro di Varano, completamente sepolta dalla ben nota eruzione del Vesuvio del  79 d.C. e tornata alla luce, quasi intatta, nel secolo scorso.

«Vogliamo riscoprire  il grande tesoro delle Ville Romane di Castellammare di Stabia – dichiara l'amministratore dell'Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo di Castellammare Anna Maria Boniello –  attraverso l'organizzazione di eventi culturali come quello di venerdì. Nell'offerta turistica intendiamo, infatti, puntare sempre più sulla grande risorsa degli Scavi romani, per troppo tempo bistrattati dai tour operator internazionali».

Ma la piéce, che può vantare un originale percorso narrativo, che sfrutta scenograficamente e drammaturgicamente il fascino e la forza evocativa di un passato carico di memorie, intende essere anche e soprattutto una full immersion nell'abisso del tempo.
«La tragedia non può che appartenere al passato o meglio al primitivo - spiega il regista Massimo Luconi - e la regressione al primitivo naturale è vista da D'Annunzio come opposizione alle mitologie della società industrializzata e come riscoperta e rivitalizzazione del mito. Il luogo archeologico diviene così lo spazio tragico e privilegiato dove poter ritrovare l'antico orrore dell'uomo dinanzi agli aspetti misti, confusi, minacciosi e inesplicabili che l'attualità nega. Il  viaggio - continua - è  anche  e soprattutto nell'archeologia dell'animo umano, nella necessità di rivivere febbrilmente nelle viscere della terra, nel passato di un'antica civiltà,  le risposte alle nostre  vite "senza qualità", facendo giocare al suo personaggio, una partita fino in fondo, senza possibilità di ritorno».

D'altronde, nell'Opera di D'Annunzio si condensano i fermenti di una fin de siecle dove la regressione al primitivo e la riattualizzazione dell'antichità erano presenti nelle tendenze estetiche e filosofiche che andavano diffondendosi in tutta Europa.

Nota bene: per il numero limitato di posti a disposizione e per ragioni di sicurezza i giornalisti che intendono accreditarsi per lo spettacolo, dovranno inviare un'e-mail di conferma con nome, cognome, cellulare e testata entro le 18 di oggi giovedì 20 settembre.

Ufficio stampa:

3470885233 – 3339064533

Per maggiori informazioni e foto sugli scavi:

http://www.stabiatourism.it

http://www.stabiatourism.it/galleria.asp

http://www.pompeiisites.org/database/pompei/pompei2.nsf/pagine/73E2E9E119CB6B4EC1256AB600361FB7?OpenDocument

Su Villa San Marco:

http://www.pompeiisites.org/database/pompei/Pompei2.nsf/pagine/8472F53B2C48282CC1256AC600556F84?OpenDocument

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