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venerdì 12 ottobre 2007

Cipsi: GIORNATA DI STUDIO Acqua Premio Sapio

GIORNATA DI STUDIO SULL’ACQUA
PREMIO SAPIO PER LA RICERCA ITALIANA
 

L’INTERVENTO DI GUIDO BARBERA (PRESIDENTE CIPSI): “PER AFFRONTARE LE GUERRE DELL’ACQUA E I CONFLITTI SERVE LA COOPERAZIONE SOLIDALE, LA DEMOCRAZIA DELL’ACQUA, LA PREVENZIONE”. Alcune proposte concrete: “Necessario costruire una 'democrazia dell’acqua' attraverso una cooperazione di relazioni politiche; prevenire i conflitti prima che esplodano monitorando alcuni possibili indicatori di crisi; affrontare alla radice i problemi che portano ad esacerbare le questioni dell’acqua nel mondo contemporaneo; migliorare la capacità di gestione dei conflitti una volta sviluppati”.


Roma, 12 ottobre 2007 –  “L’acqua è sacra. Proviamo a immaginare come sarebbe la nostra vita senz’acqua? Da essa dipende l’espressione della vita, della dignità umana e della natura, della cultura dei popoli e della storia. Oggi nel mondo (fonte OMS) 1 milione e mezzo di persone non hanno accesso all’acqua potabile; 2 milioni e mezzo di persone vivono in condizioni igienico-sanitarie precarie a causa di assenza di acqua pulita; 200 milioni di bambini muoiono ogni anno per aver bevuto acqua contaminata e per le cattive condizioni sanitarie”. E’ l’inizio dell’intervento di Guido Barbera, presidente del Cipsi – coordinamento di 41 Ong e associazioni di solidarietà internazionale – alla Giornata di studio sull’Acqua svoltasi stamane a Roma nell’ambito del Premio Sapio per la ricerca italiana, edizione 2007.
E Barbera ha continuato: “L'acqua, risorsa sempre più rara, è la causa di oltre 50 conflitti nel mondo tra i quali la stessa guerra contro l'Iraq. Trasformandosi in vero 'oro blu', essa rischia di scatenare nuovi conflitti, sempre più sanguinosi. La disponibilità d'acqua è diminuita, infatti, negli ultimi 50 anni di 3/4 in Africa e di 2/3 in Asia.
Anche un terzo degli Italiani, ancora oggi, non gode di un accesso regolare e sufficiente all’acqua potabile, anche se l’Italia è il paese dell’Unione europea dove si consuma più acqua: 980 metri cubi ogni anno per ogni abitante, rispetto ai 647 della Francia e i 719 della Germania.
I benefici di una politica autentica di cooperazione solidale possono essere notevoli, anche se non facili. Passano da lunghe relazioni di autentica politica finalizzata alla tutela dei diritti e dei beni comuni come l’acqua
e chiedono molto tempo e molta costanza. Alcuni principi stanno alla base di quella che possiamo definire una nuova “democrazia dell’acqua”: l’Acqua del pianeta Terra appartiene a tutte le specie viventi e perciò non deve essere trattata come una merce; l’Acqua è un dono della natura che noi riceviamo gratuitamente; l’Acqua è un diritto umano fondamentale di tutti gli esseri viventi; l’Acqua è limitata e può esaurirsi se sprecata; l’Acqua è un bene comune di proprietà delle nostre società e del nostro ambiente; l’Acqua è un bene essenziale per la sicurezza delle nostre comunità e della  società. Per questa ragione la proprietà, il controllo, e la gestione della risorsa idrica devono far parte dei compiti della pubblica amministrazione; l’Acqua non può essere confinata, non può essere posseduta come proprietà privata e venduta come merce".
Barbera ha concluso: “Come affrontare oggi il rapporto tra acqua e conflitti? Ci sono quattro indicazioni possibilità:

·         Costruire una 'democrazia dell’acqua' attraverso una cooperazione di relazioni politiche.
·         Prevenire i conflitti prima che esplodano monitorando alcuni possibili indicatori di crisi.
·         Affrontare alla radice i problemi che portano ad esacerbare le questioni dell’acqua nel mondo contemporaneo.
·         Migliorare la capacità di gestione dei conflitti una volta sviluppati”.


  
  
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