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mercoledì 14 novembre 2007

Situazione del lavoro in Italia. Il compito del Sindacato confederale Che fare?

LA SITUAZIONE DEL LAVORO IN ITALIA UNA RICERCA PRESENTATA DAL MINISTRO DEL LAVORO.

di  Raffaele Pirozzi



I lavoratori con un contratto a tempo determinato sono stati , in Italia,  nel 2006, pari a 2.222.000

Mentre quelli aventi una collaborazione coordinata e continuata  404.000 ed i prestatori d'opera occasionale   93.000. Il lavoro a tempo è pari all'11,8% dei lavoratori totali , ed è in media con quello che viene effettuato in Europa. I lavoratori  a termine  quindi  sono in totale : 2.719.000


Diversa è la situazione dell'apprendistato dove la situazione rilevata è davvero " sorprendente" perché  migliaia di giovani, dopo 3 anni,  circa  589.000 , sono ancora  con un contratto di apprendistato.


La distribuzione geografica del lavoro a tempo determinato è la seguente:


  • Nordest 18,7%
  • Mezzogiorno 9,5%
  • Centro 14,1%

La percentuale è più alta per le donne :15,8% che per  gli uomini 11,2% rispetto alla media Europea. Donne in Europa (15,4%) Maschi in Europa (14%)

Tutto questo si ricava da un'indagine effettuata dal Ministro del Lavoro e del Welfare.

Leggendo questi dati si può osservare che è necessario:


            1.     Mettere ordine nel settore dei "Contratti di apprendistato"

2.      Riformare "lo statuto dei diritti dei lavoratori" per dare un minimo di tutela contrattuale e costituzionale a circa 3.000.000 di lavoratori e di cui oggi sono senza.
Infine,circa 3.500.000 di lavoratori si trovano nell'area del sommerso. Numero molto al di sopra della media Europea. In definitiva circa 6.500.000  di lavoratori tra Tempo determinato e sommerso che sono senza tutela sindacale . Su questo il Sindacato Confederale  dovrebbe porre maggiore attenzione e promuovere un legge popolare da presentare in Parlamento.

3.   A fianco a questo, è necessario intensificare i controlli contro il lavoro nero e sommerso e tutelare la salute e la sicurezza dei avoratori; perché le statistiche dicono che, dove si annida il lavoro nero e sommerso, là avvengono maggiori infortuni sul lavoro perché  normalmente viene svolto senza " sicurezza e tutela".

 

Napoli, 14/11/07

 

raffaele pirozzi <raffaele.pirozzi@email.it >

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