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giovedì 13 novembre 2008

Venafro, nessun giallo sul nome del sottopasso Scarabeo

L'architetto Franco Valente, attraverso la stampa locale, ha sollevato il dubbio sulla scelta dell'Anas. Ecco la risposta del Direttore Centrale Relazioni Esterne e Rapporti istituzionali Giuseppe Scanni.
Vorrei contribuire a mettere la parola fine ad una polemica sulla denominazione di un sottopasso della nuova Variante di Venafro che francamente è diventata stucchevole. In ogni caso la polemica è stata frutto di un equivoco. L'architetto Valente, infatti, confonde il Viadotto Venafro con il sottopasso Scarabeo, che si trova ad una distanza di appena 900 metri dal Monte e dalla Masseria Scarabeo (così come risulta dalla carta tecnica allegata).Tuttavia la "confusione" dell'architetto Valente, sebbene esasperata, è stata in parte originata dall'errore compiuto dalla ditta incaricata di installare la segnaletica che, per qualche giorno, ha apposto erroneamente il segnale sottopasso "Scarabeo" allo svincolo di Pozzilli, a circa 9 km dalla sua posizione originaria.

Il segnale, subito rimosso, è stato ricollocato correttamente presso lo svincolo di Venafro, in corrispondenza del sottopasso Scarabeo, così come originariamente previsto.

La denominazione è stata tratta da toponimi presenti nella carta dell'Istituto Geografico Militare F161 III N.O. e nella Carta Tecnica Regionale ufficiale F.404131. Scarabeo, è importante sottolinearlo, non è uno sconosciuto toponimo geografico. Il monte è stato infatti intitolato a Francesco Scarabeo, tenente medico del XIII Reggimento di Fanteria, insignito durante la prima guerra mondiale di ben tre medaglie al valor militare, ancora oggi ricordato a Venafro per la sua assoluta abnegazione nei confronti dei malati e per l'opera che svolse gratuitamente per anni presso l'ospedale cittadino.
Giuseppe Scanni

Direttore Centrale Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali

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