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sabato 20 dicembre 2008

ELUANA E L'INTEGRALISMO DI RADIO MARIA

Giovedì 18, poco prima di mezzogiorno ho sentito una trasmissione di Radio Maria che mi ha profondamente indignato. Il relatore, appartenente a una società per il dialogo tra le culture, o tra religioni, si è scagliato contro il padre di Eluana chiedendogli come può un padre per tanto tempo non pensare ad altro che alla morte della propria figlia. Non contento dell'attacco, ha ricordato l'assassinio in India di un rabbino e di sua moglie, oltre ad altre quattro persone di religione ebraica, affermando esplicitamente che il gesto del padre di Eluana è dello stesso segno di quell'atto di terrorismo. Ovviamente si è perso il senso della misura, si è perso ogni buon senso. L'integralismo che avvicina un esecrabile atto di terrorismo alla sofferenza di un padre, mi sembra chiaramente uscito di senno. Radio Maria dovrebbe scusarsi con la famiglia di Eluana.
Dr Paolo Tranchina
Psicolgo analista
Viale don Minzoni 29
50129 Firenze

1 commento:

  1. Buongiorno,

    personalmente reputo perfettamente coerente e per nulla integralista il relatore di Radio Maria.

    l'uomo di oggi crede di essere il padrone del mondo, lo stesso uomo che annegato nel più crudo materialismo ha la pretesa non solo di poter giudicare ciò che bene da ciò che è male senza un riferimento all'Assoluto, ma anche di decidere quando e se poter far nascere o morire esseri umani.
    Questo è l'assurdo. Il pensare che questo non sia integralismo.

    Siamo alla follia, la follia del relativismo, spinto e volto ad annientare l'uomo partendo dalle sue radici più profonde.

    Sono convinto che Cristo, attraverso la Santa Chiesa da Lui fondata (e contro la quale gli inferi non prevarranno" (Mt 16, 18b), dia l'unica, la vera luce e pace a questo mondo.
    Sono certo anche che ognuno di noi in fondo al cuore possa con il giusto discernimento che arriva dalla preghiera capire che la Verità esiste e che la si possa incontrare.

    Con il nostro libero arbitrio possiamo certamente decidere di seguirla, rinnegarla o addirittura combatterla.

    Oggi parlare di questo significa essere integralisti?

    Qui non si giudica la sofferenza di un padre, di fronte alla malattia o ad una disgrazia che ha colpito un congiunto, si giudica un suo gesto ben preciso, un gesto terribile, criminale quanto la decisione di una madre di interrompere una gravidanza.

    Gesti che hanno conseguenze ben precise sia verso la vittima che verso l'artefice di questi delitti che alcuni vorrebbero legalizzare.

    Aldo (Genova)

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