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lunedì 29 dicembre 2008

MORALE E POLITICA

MORALE E POLITICA



di: Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


La prima definizione di politica risale ad Aristotele ed è legata al termine "polis", che in greco significa: "la città", intesa come comunità dei cittadini. La politica, secondo il filosofo Ateniese, significa l'amministrazione della "polis" per il bene di tutti. La politica si esercita in uno spazio pubblico in cui tutti i cittadini hanno libero accesso. Perché essi sono il "demos", il popolo, che determina e legittima le scelte. Il fine del bene pubblico è legato al concetto di politica.
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Il termine morale identifica la condotta diretta da norme, la guida secondo la quale deve agire il genere umano. Il termine morale in funzione di aggettivo assurge a valore di ciò che è attinente alla dottrina etica, ovvero significa ciò che è attinente alla condotta e quindi suscettibile di valutazione e di giudizio. Qui verrà usato il concetto di morale come moralità, cioè come assieme di convenzioni e valori di un determinato gruppo sociale in un periodo storico (o semplicemente di un individuo), concetto ben distinto da moralismo con il quale si intende la corruzione della moralità. (lib.tratto dal vocabolario Zingarelli)

Nel nostro paese, la corruzione nella pubblica amministrazione e nella attività politica è un problema ricorrente. Dall'unità d'Italia ad oggi, non c'è stato decennio che non abbia visto uno scandalo clamoroso, in cui siano stati coinvolti poteri pubblici usati per arricchimenti privati. Scandali e fallimenti eclatanti hanno coinvolto le figure più prestigiose della nostra storia politica, non risparmiando giornalisti famosi, imprenditori, banchieri, alte cariche militari, dirigenti dello Stato e magistrati autorevoli.

Riconoscere la corruzione e combatterla è il destino di una società moderna, in cui la libertà è un diritto garantito e da salvaguardare e le regole sono stabilite da una Costituzione adottata e condivisa dalla maggioranza dei cittadini.

L'Italia non è l'unico paese sconvolto periodicamente dagli scandali politici. La Germania ha vissuto sbalordita lo scandalo che coinvolse Helmut Khol, il grande cancelliere che realizzò la riunificazione nazionale. La Francia ha visto mettere sotto accusa il figlio di Mitterand, Giscard D'Estaing, Chirac; autorevoli Presidenti della Repubblica; mentre nemmeno la rigorosa Gran Bretagna è stata risparmiata da scandali e dalla corruzione che hanno travolto Major ed i governi conservatori da lui presieduti. Anche il lungo periodo di governo del socialista Felipe Gonzales in Spagna, è finito perché alcuni ministri erano coinvolti in affari poco leciti.

L'elenco, nella Europa moderna potrebbe essere lungo e pieno di curiosità; perché la corruzione riveste sempre nuove forme e coinvolge insospettati interpreti della vita pubblica dei diversi paesi. Il problema che hanno le società moderne è quello di riconoscere in tempo la corruzione e di contenerne gli effetti nella vita di ogni giorno dei cittadini.

Tradotto in linguaggio semplice, attivare forme preventive di controllo, contrastare tempestivamente le infrazioni alle leggi e punire tempestivamente ed adeguatamente i responsabili delle attività di malversazione. La differenza tra il nostro paese e gli altri è nella fase del contrasto alla corruzione e nelle condanne ai colpevoli, che sono rare, giungono dopo molti anni, senza raggiungere mai la certezza della colpevolezza dei protagonisti delle vicende di corruzione.

In Italia si ha spesso la sensazione che chi compie reati di abuso e di corruzione, non sia punito adeguatamente. Questo comporta una sfiducia nelle istituzioni e nella giustizia, spesso immotivata. La corruzione arriva sempre quando si smette di operare per il bene comune. I sintomi sono chiari ed evidenti: si nota subito uno stentato procedere delle normali attività della pubblica amministrazioni, diventa emergenza quello che dovrebbe essere ordinaria amministrazione, si arresta lo sviluppo, cresce il disagio dei cittadini, l'intera collettività diventa più povera e spesso la delinquenza organizzata emerge come una protagonista della vita sociale ed economica.

Conosciamo bene questi evidenti segni di degrado nella vita pubblica, quando i gruppi di potere diventano talmente forti da determinare la politica e rendere difficile la libera espressione dei cittadini. Gli esempi possono essere molti, la spazzatura non raccolta dalle strade, gli ospedali che non funzionano, le strade rotte e continuamente aggiustate, i lavori pubblici che non finiscono mai, le metropolitane continuamente inaugurate e che non partono mai.

Prima ancora del giudizio della magistratura, arriva il giudizio dei cittadini, di quelli che sopportano una politica immorale. Quando si ferma lo sviluppo, inizia la corruzione. Il vero problema del nostro Paese è che il nostro residente del Consiglio in carica, è coinvolto, da oltre 20 anni, in inchieste di corruzione senza che si riesca a sapere definitivamente se è veramente colpevole. Da quando riveste il ruolo di capo dell'esecutivo Berlusconi ha portato in Parlamento leggi che hanno contribuito a derubricare i reati di corruzione, fino ad arrivare alla legge votata subito dopo la sua recente rielezione, che non permette l'incriminazione delle più alte cariche dello Stato. In questo quadro non garantisce i cittadini una riforma della giustizia che tenti di ridurre le possibilità di inchiesta dei magistrati.

Di fronte al rischio della corruzione non si risponde con leggi chiare che cerchino di prevenire e limitare il fenomeno nella pubblica amministrazione, ma a limitare l'azione dei magistrati. Questa vicenda, unicamente italiana, non potrà essere a lungo sopportata dai cittadini. La crisi economica imporrà a tutti un cambio di abitudini e sacrifici notevoli, non si potrà sopportare a lungo che disonesti e corrotti si approfittino del lavoro e delle rinuncie della maggioranza dei cittadini onesti.

E' nostro compito continuare a rivendicare la correttezza dei nostri amministratori e scegliere delle persone degne per rappresentarci. Per garanire tutti, occorre una maggiore trasparenza negli atti amministrativi e di governo, la tracciabilità degli atti della pubblica amministrazione deve rappresentare una garanzia per amministratori, cittadini e magistrati. Per evitare la corruzione politica occorre aumentare il tasso della democrazia, non ridurla, quanta più democrazia viene introdotta nella vita pubblica, più sviluppo è garantito, più si previene la corruzione.

Napoli, 29/12/08


Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

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