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venerdì 19 dicembre 2008

"Si saldi chi puo!" Altroconsumo: inchiesta saldi in 5 città


19.12.2008
COMUNICATO STAMPA
SI SALDI CHI PUO'
INCHIESTA A MILANO, TORINO, ROMA, NAPOLI E BARI
SU 2.813 CAPI D'ABBIGLIAMENTO
Merce in saldo? A patto che i commercianti siano corretti. Mentre dall'inchiesta di Altroconsumo ben il 20% ha truccato gli sconti. Meglio sarebbe abolire i due periodi chiusi dedicati ai saldi e far incontrare domanda e offerta 365 giorni all'anno. Già il 13% dei negozi, con le promozioni, di fatto li anticipa. La contrazione dei consumi spinge i commercianti ad attirare l'attenzione dei consumatori.
Non si dovrebbe comunque derogare alla correttezza e trasparenza.
Invece: nel 44% dei negozi visitati durante la tornata di saldi più recente i prezzi peccano in trasparenza sui cartellini nella merce in offerta. Di questi nel 35% dei casi manca l'indicazione del prezzo pieno di partenza. O la percentuale di sconto applicata, in un altro 35% del campione. Che invece compare, sola soletta, senz'altre indicazioni di prezzo, nel 10% dei casi.
E' la fotografia scattata da Altroconsumo con un'inchiesta su 2.813 capi d'abbigliamento in vendita prima e durante i saldi della scorsa stagione in 178 dei negozi delle più importanti vie dello shopping in cinque città: Milano, Torino, Roma, Napoli e Bari.
La rilevazione è stata fatta su ciascun articolo, prima della data d'inizio ufficiale dei saldi stabiliti in quella città, a fine giugno scorso. Compilata una scheda dettagliata per ciascun capo, dal prezzo al codice a barre. A saldi iniziati, è stato rintracciato il capo selezionato. E sono iniziati i confronti. Con molte sorprese.
Tra i negozi che non avevano nessuna promozione prima dell'inizio dei saldi, nel 16% dei casi il prezzo in saldo era uguale a quello di partenza. Lo sconto era pura invenzione.
Nel 24% dei casi il prezzo in saldo è inferiore al prezzo pieno, ma la percentuale di sconto non è veritiera, è gonfiata. Nel 3% dei casi il prezzo in saldo è più alto di quello di partenza. A Milano, in via Torino, la canottiera a 25 euro a prezzo pieno è stata messa in saldo a 30 euro, con lo sconto del 10%.
Gli episodi di scarsa correttezza documentati nell'inchiesta vanno dalla sovrapposizione di ben tre etichette di prezzo, con l'esito del raddoppio della cifra iniziale, per poter sbandierare così un notevole sconto, alla promozione annunciata da un cartello, con prezzi invariati anche quando si passa ai saldi.
La normativa attuale è disattesa, sul fronte dei tempi. Ed è anacronistica, data la contrazione dei consumi. Ma per la trasparenza dell'offerta non possono mancare i tre elementi che la costituiscono – prezzo pieno, percentuale di sconto, prezzo finale. Il consumatore ingannato perde la fiducia. E non compra più.
Questi i consigli di Altroconsumo per valutare con attenzione le offerte se si vuole acquistare:
· Fare un giro di perlustrazione – le vendite scacciacrisi posso evolvere in offerte ancora più vantaggiose;
· Occhio al cartellino – confrontare prezzo vecchio con quello ribassato;
· Occhio ai vizi nascosti – il difetto non visibile può portare alla risoluzione del contratto: merce restituita, soldi pure;
· Provate per credere – fate sempre un salto in camerino;
· Niente distrazioni alla cassa - i prezzi esposti vincolano i commercianti;
· Sì carte di credito – il negoziante convenzionato è tenuto ad accettarla sempre;
· No carte revolving – attenzione ai pagamenti con questo tipo di carte, i tassi applicati possono superare anche il 20%!
· Due anni di garanzia – conservare però lo scontrino, fotocopiandolo se è di carta chimica.
Per informazioni: ufficio stampa Altroconsumo – Liliana Cantone - tel. 02.66890205-279-334 – 335.7372294 press@altroconsumo.it

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