Rispondere a 300 domande (spesso assurde) in un’ora e mezza. Il trucco è nel conoscere le tecniche di lettura veloce e di memoria.
La scena tipo: vi trovate in un’aula che non avete mai visto, circondati da persone che non conoscete, presumibilmente pronte a farvi le scarpe con tutti i mezzi a disposizione.
Arrivano le domande: un’infinità di quesiti cui rispondere in tempi irragionevoli, pena l’esclusione dalla tanto agognata meta, l’ammissione all’università.
L’unica cosa che in questo quadro perfetto sembra stonare è una domanda che si fa strada rumorosamente mentre sfogliate le pagine che vi sono appena state messe davanti: “perché mi chiedono la sigla chimica del cadmio, visto che sono qui per fare la prova d’ingresso a Conservazione dei beni culturali?”.
So che in molti starete pensando ad un sistema di raccomandazioni strisciante, per il quale i giochi sono già stabiliti in favore di questo o di quel figlio o nipote di…
La realtà è un’altra. Nell’impossibilità scientifica di testare in così poco tempo un numero di candidati così elevato, tutti i corsi di laurea a numero chiuso si limitano a scegliere “quelli più svegli” dal punto di vista della risposta cognitiva. Per questo motivo, poco prima delle prove d’ingresso per le facoltà a numero chiuso, le librerie trabordano di libri pieni di test di cultura generale, che dovrebbero servire a preparare gli studenti all’imprevisto…più o meno.
Test d’ingresso per architettura, ingegneria, scienze della comunicazione, medicina…sono tutti uguali. Tutti irragionevoli in relazione alla facoltà in cui si cerca di entrare. Questa è la verità.
Una volta capito il meccanismo, una volta compresa l’impossibilità oggettiva di conoscere le risposte alle domande dei maledetti test di ammissione, si tratta solo di aggirare l’ostacolo.
Esistono tecniche di lettura veloce e di memorizzazione, tali da consentire di immagazzinare le domande in una parte della mente, allo scopo di avere in definitiva, più tempo per rispondere. Perché è su questo che giocano, sul numero di domande a cui risponderete a caso, dato che non avete neanche avuto il tempo di leggerle.
Non vi parlo di teorie esotiche o di rituali woodo. Ho seguito un corso a Napoli sulla lettura veloce, e tante cose sono cambiate.
Mi sto laureando in medicina, sorprendentemente nei tempi (vista la media qui, è un piccolo miracolo).
Roberto Montella, la persona che non ringrazierò mai abbastanza, mi fece una domanda: “ e se tu riuscissi a studiare un libro di 500 pagine in quattro giorni?”. All’epoca mi sembrava impossibile.
Non so se fa ancora corsi sulla lettura veloce, in ogni caso vi posto il link.
Fatemi sapere…
www.corsipnl.org
Ammissione.it
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