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lunedì 31 maggio 2010

Polmonite, gli anziani rischiano di più

Nella terza età aumenta sensibilmente la suscettibilità agli episodi infettivi. Tra tutte le infezioni polmonari in particolare, la polmonite risulta essere frequente e grave e rappresenta un problema di sempre crescente importanza per l’elevata mortalità.
Com’è noto, la polomonite è uno stato di infiammazione acuta della parte del polmone destinata agli scambi respiratori, caratterizzata dalla presenza di liquido negli alveoli polmonari, con conseguenti gravi difficoltà nella respirazione; può essere acuta o subacuta e nella maggior parte dei casi è originata da virus e batteri.
Tra le polmoniti batteriche, quelle più diffuse sono provocate da Streptococcus pneumoniae (nell'adulto sano), Staphilococcus aureus, Klebsiella pneumoniae (con mortalità che può raggiungere anche il 30% dei casi), Pseudomonas aeruginosa (specialmente nei soggetti più deboli).
L'esatta definizione delle cause della polmonite è resa spesso difficile anche dalla frequente impossibilità di ottenere una diagnosi batteriologica affidabile. Nel caso degli anziani, inoltre, le polmoniti possono essere dovute a più batteri contemporaneamente o sostenute anche da microrganismi normalmente non patogeni delle vie aeree.
Ora però, grazie a un nuovo test messo a punto da Eurospital Spa, la diagnosi  della polmonite è diventata più semplice, rapida e sicura.
Il kit EuSepScreen – questo il nome del test – è stato pensato per ottenere la più alta sensibilità e specificità nella determinazione della maggior parte delle malattie batteriche invasive (meningite, sepsi, polmonite ecc.) sia del bambino che dell’adulto, e utilizza direttamente campioni biologici quali sangue, liquor, liquido pleurico, liquido sinoviale o qualunque altro liquido o materiale biologico umano normalmente sterile.
I risultati ottenuti con questo nuovo tipo di diagnosi hanno permesso di dimostrare una specificità del 100% (nessun risultato falso positivo) sia quando utilizzati a partire da liquor che quando utilizzati a partire da sangue intero o altri liquidi biologici umani. La sensibilità  del metodo nei confronti del metodo colturale è apparsa doppia (sensibilità del 200%) nel caso delle meningite e, per quanto riguarda lo pneumococco, circa 10 volte più elevata (sensibilità del 1000%) nella polmonite fornendo un’assoluta garanzia per la diagnosi di queste pericolosissime patologie.



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