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martedì 8 giugno 2010

I Polimeri: a cosa servono?

Un polimero è una grande molecola costituita da numerose unità molecolari, uguali o simili, chiamate monomeri e tenute insieme da legami covalenti.

Le polimerizzazioni impongono sempre l'intervento di energia, fornita dall'ATP, e si verificano con perdita d’acqua.

Il motivo per cui le polimerizzazioni sono spesso riferite a sostanze artificiali consiste nel fatto che i polimeri sono l’essenza della chimica della vita (il DNA, le proteine, la cellulosa) ma rivestono anche una parte fondamentale nel progresso della tecnologia.

Al fianco dei cosiddetti polimeri naturali (come gli amidi, il DNA ecc.) ci sono infatti polimeri sintetici: polietilene,polipropilene, poliesteri e così via.

Ci sono poi polimeri conduttori usati nella fabbricazione dei microchips), polimeri rigidissimi o superflessibili (adatti all’industria aerospaziale e in quella automobilistica), polimeri elastici, polimeri resistenti alla fiamma, al calore e agli agenti chimici.
L'alto peso molecolare che i polimeri possono avere dà loro proprietà meccaniche e tecniche nettamente superiori a quelle dei materiali non polimerici. Talvolta la cristallinità dei polimeri permette loro di competere con i materiali metallici in alcune applicazioni assai importanti: il Kevlar, ad esempio, ha resistenza alla trazione superiore rispetto all’acciaio.

La prima applicazione su grande scala dei polimeri conduttori, però, è stata effettuata nella preparazione delle batterie ricaricabili, anche per telefonini.

Alla basilare peculiarità di un’ottima conducibilità, infatti, affiancano facilità di sagomazione, resistenza meccanica ed elevata ciclabilità. Ecco perché Seiko e Basf, giganti del settore, hanno già sperimentato questi materiali.
Altro ambiente di grandi potenzialità in chiave futura è indubbiamento quello relativo alla preparazione di circuiti elettronici: i polimeri conduttori possono avere resistenza minore a quella dei metalli, quindi scaldare meno, e soprattutto sono più facilmente sagomabili e filmabili, quindi possono essere causa di un’ulteriore spinta verso la miniaturizzazione dei dispositivi elettronici.

Abbiamo finora trascurato l’importanza dei polimeri conduttori nella preparazione di celle fotovoltaiche e altri dispositivi elettronici come LEDs, diodi e transistors, biosensori, catalizzatori, tessuti conduttori e sensori di gas.

Ricerche biomediche di alto profilo, per finire, potrebbero addirittura portare a un’utilizzazione dei polimeri per migliorare le connessioni nervose.

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