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venerdì 24 settembre 2010

Caffè Slavia


Caffè Slavia

Il caffè Slavia, fondato nel 1881, è stato luogo d’incontro di attori, artisti e letterati come Kafka, Rilke, Smetana e Dvorak. Negli Anni Trenta prediletto dall’intellighenzia progressista e dei poeti del Devětsil (una avanguardia artistitica praghese); tra questi, Jaroslav Seifert (premio Nobel nel 1984) che ha raccontato dibattiti e appassionate, infinite polemiche e che nelle sue poesie ha celebrato Praga, l’eredità culturale del suo paese con stile colloquiale, humour e sensualità [...]

Tra gli avventori Apollinaire e Majakovskij e, durante gli anni del regime, tra gli intellettuali dell’opposizione, anche Václav Havel, futuro presidente. Chiuso nel 1991 grazie ad una petizione popolare fu ristrutturato e riportato al suo aspetto Art Déco degli anni 30 e quindi riaperto nel 1997. Le finestre sul lungofiume permettono di godere del magnifico panorama sul Castello e del Ponte Carlo. Alla parete il quadro di Viktor Oliva “Il bevitore d’assenzio” del 1901, dove un’allucinazione dovuta all’assenzio appare seduta al tavolino dell’avventore.

Nella bella fotografia, tratta dalla monografia Atmosfere di Caffè di Giuseppe Ialuna, al Caffè Slavia il sogno sembra materializzarsi: la ragazza del dipinto pare uscita dalla tela, ectoplasma condensato della visione del bevitore, è seduta al tavolino, polare al quadro: sembra aspetti amareggiata chi non vuole svegliarsi dal suo sogno, è lei il sogno, il sognatore, la fotografia. Sogno per chi sogna, realtà che diventa immagine per chi fotografa. Immagine che colloca nel tempo e nello spazio speranze attese e lo scorrere della vita.

Per leggere l'articolo su Amici del Caffè [LINK]

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