Torino - Rapinatori seriali di farmacie. Si trovavano la mattina al bar, poi salivano sull'auto di turno presa a nolo da un amico carrozziere e giravano per la città. Cercavano di individuare quelle farmacie che potessero fare al caso loro, ma non per comprare medicine o latte in polvere, bensì per rapinarle. «Decidevano di colpire - ha spiegato il vicequestore Michele Capobianco che comanda il commissariato Mirafiori - a seconda delle condizioni: un numero esiguo di clienti o l'assenza di sistemi di sicurezza». Se poi non trovavano la farmacia "giusta", ripiegavano nella solita del quartiere San Donato che il gruppo riteneva "ideale" e che ha subìto dalla banda la bellezza di cinque colpi in pochi mesi: «Lì - dicevano - è un gioco da ragazzi, basta accomodarsi e prendere i soldi».
Gli investigatori hanno raccolto prove schiacciati su una ventina di rapine, ma su altre trenta, tutte perpetrate a cominciare dal febbraio scorso, ci sarebbero forti indizi che porterebbero alla stessa gang. ; (14.09.10)
Gli investigatori hanno raccolto prove schiacciati su una ventina di rapine, ma su altre trenta, tutte perpetrate a cominciare dal febbraio scorso, ci sarebbero forti indizi che porterebbero alla stessa gang. ; (14.09.10)
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