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martedì 28 dicembre 2010

Nuovo Dlgs rifiuti: 1° passo verso il Riutilizzo su scala


 

 

Nuovo Dlgs sui rifiuti: primo passo verso il Riutilizzo su scala

 

L'entrata in vigore del nuovo Decreto sui Rifiuti (Dlg n. 205 del 3 dicembre 2010, recante "Disposizioni di attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive") é prevista per il giorno di Natale, porta con sé importantissime novità sul fronte del riutilizzo, ovvero il passaggio di mano in mano di oggetti che possono continuare a svolgere la loro funzione originaria (ad esempio una sedia che, grazie al settore dell'usato, può continuare a essere usata come sedia invece di essere smaltita in discarica).

 

L'adozione delle definizioni di "Riutilizzo" e "Preparazione al Riutilizzo" rende finalmente il Riuso un'opzione pienamente contemplabile nei piani di gestione dei rifiuti. E il Riutilizzo ha un articolo di legge tutto per sé: il 180 bis, il quale stabilisce che a favore del riuso vengano fissati obiettivi quantitativi, utilizzati strumenti economici, stipulati accordi di programma, adottate misure educative e, sopratutto, misure logistiche come la creazione di centri accreditati per il riutilizzo.

 

Si annuncia inoltre, entro 6 mesi dall'entrata in vigore del Decreto, la produzione di nuovi Decreti che stabiliranno le modalità operative e procedurali di Riutilizzo e Preparazione al Riutilizzo.

 

Secondo Pietro Luppi, Direttore del Centro di Ricerca Occhio del Riciclone, "é proprio sui nuovi decreti che si gioca il futuro del Riutilizzo in Italia". Luppi afferma che "le lacune di legge hanno relegato finora il Riutilizzo a una questione culturale e di principio, obbligando gli enti locali a considerare solo iniziative testimoniali e culturali prive di effettiva incidenza quantitativa".

 

"Il nuovo Decreto apre invece le porte all'applicazione di modelli di riutilizzo seri e fondati sulla raccolta differenziata, dove tutte le merci che possono essere riusate siano selezionate, eventualmente riparate, sicuramente igienizzate, e poi avviate alle filiere di riferimento".

 

"Senza la partecipazione del settore dell'usato", sostiene Luppi, "non sarà possibile avviare il Riutilizzo su scala, e nonostante i principi sanciti dal nuovo decreto la maggior parte di ciò che può essere riusato continuerà a essere smaltito tra i rifiuti con grandi impatti negativi per l'ambiente".

 

"I nuovi Decreti" conclude Luppi "dovranno quindi essere il frutto di un serio confronto con tutte le anime del settore dell'usato, incluse quelle che oggi sono costrette all' informalità e che invece racchiudono un enorme potenziale sociale, ambientale, e di sviluppo locale".

 

 


 

Stakeholders

Vantaggi economici

Cooperative sociali

a) Creazione nuovi posti di lavoro

b) Riconversione posti di lavoro dei settori in crisi

c) Diversificazione dei servizi e maggiore indipendenza dai finanziatori pubblici

d) Gestione di un settore che garantisce entrate cash riducendo i problemi liquidità generati dal ritardo nell'erogazione dei finanziamenti pubblici

Operatori dell'usato informali

a) aumento del fatturato

b) abbattimento costi di transazione e conseguente aumento proporzionale degli utili

b) emersione

Operatori dell'usato legali

a) aumento del fatturato

b) abbattimento spese di trasporto a carico del "venditore" con conseguente incremento dell'offerta di merci e quindi del fatturato

Amministrazioni locali

a) Diminuzione costi di gestione della raccolta differenziata grazie all'autosufficienza economica delle isole ecologiche

b) Diminuzione volumi di RSU da conferire a pagamento in discarica

c) Aumento dei contributi CONAI per le frazioni differenziate in relazione ai maggiori volumi e al maggior grado di purezza prodotti dal conferimento dei residui dello smontaggio per il Riutilizzo.

Cittadinanza

Eventuale diminuzione della tariffa in proporzione alla riduzione dei costi a carico dell'Amministrazione locale

Aziende di igiene urbana

Aumento della competitività del servizio grazie autosufficienza economica delle isole ecologiche

Fasce deboli della cittadinanza

Offerta sul mercato dell'usato di nuovi generi di prima necessità a basso costo

 

Esternalitá positive del modello

 

Ambientali

a) Riutilizzo di quote importanti di scarti; le merci riusabili vengono sottratte sopratutto dal flusso destinato a smaltimento

b) Incremento del Riciclo grazie al conferimento dei residui dello smontaggio per il Riutilizzo

c) Incentivazione della raccolta differenziata grazie alla diminuzione dei suoi costi complessivi determinata dall'autosufficienza economica delle isole ecologiche

Sociali

a) Emersione dei settori informali dell'usato e riduzione dei livelli di emarginazione delle fasce sociali che esprimono questo lavoro informale

b) Riduzione della microcriminalità dovuta all'incremento delle opportunità occupazionali per i settori che vivono maggiore disagio sociale

Occupazionali

a) Introduzione di un sistema labor intensive per garantire il Riutilizzo su scala a partire dalle isole ecologiche

b) Incentivazione della raccolta porta a porta (che a sua volta e' un sistema labor intensive) grazie alla riduzione dei costi complessivi del sistema determinati dall'autosufficienza delle isole ecologiche e dall'alto livello di redditivita' prodotto dall'eventuale selezione di merci riusabili nella frazione del secco indifferenziato

c) Moltiplicazione esponenziale degli operatori dell'usato ambulanti dovuta al forte incremento di oggetti riusabili sul mercato

d) Risoluzione dell'emergenza occupazionale che affligge il popolo rom (specialmente nelle grandi citta')

Sanitarie

a)Superamento definitivo del fenomeno del rovistaggio nei cassonetti, che espone a malattie coloro che rovistano e produce allo stesso tempo sporcizia nei marciapiedi

b)Igienizzazione e controllo delle merci avviate al settore dell'usato, il quale attualmente non adotta strumenti monitorati di sostenibilità sanitaria

 

 

 

 

Per maggiori informazioni:

Occhio del Riciclone
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sito:www.occhiodelriciclone.com

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