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mercoledì 9 febbraio 2011

Roma - Droga, operazione 'Business criminale' (07.02.11)

Roma - Droga, operazione 'Business criminale'. Investivano il denaro provento di spaccio acquistando auto di lusso rubate che venivano ripulite e rigenerate nelle loro officine per poi essere rivendute e con una mirata strategia intimidatoria erano riusciti, in brevissimo tempo, a conquistare un ruolo di primo piano nel business della droga e delle auto rubate della Capitale. Erano queste le attivita' criminali dell'organizzazione disarticolata, alle prime luce dell'alba, dagli uomini del Comando Provinciale Roma della Guardia di Finanza, agli ordini del Generale Ignazio Gibilaro e del Servizio Centrale Investigazione Criminalita' Organizzata. Un vero e proprio ''Business Criminale'', da qui il nome dell'operazione che ha portato complessivamente a 23 ordinanze di custodia cautelare, per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e per traffico di sostanze stupefacenti.

Le indagini delle Fiamme Gialle, iniziate nel mese di agosto e condotte in collaborazione con il Servizio Centrale Investigazione Criminalita' Organizzata, hanno permesso di ricostruire e documentare l'intera organizzazione della banda. Ai vertici del sodalizio, ramificato su tutto il territorio capitolino con quartier generale al Casilino, sei soggetti, tutti italiani, che per i loro affari si avvalevano della collaborazione di cittadini extracomunitari. Una filiera che partiva dalla droga e terminava con gli immobili e le auto di lusso. L'attivita' principale era infatti quella dello spaccio di cocaina, che avveniva con i metodi piu' tradizionali su tutta la capitale. Il denaro provento dell'attivita' di spaccio poi veniva riciclato non solo con investimenti immobiliari, e dunque acquistando appartamenti e attivita' commerciali, ma anche e soprattutto in auto di lusso rubate. Bmw, Audi e Mercedes, tutte di grossa cilindrata, venivano lavorate e rigenerate nelle officine di proprieta' dei componenti dell'organizzazione e, quindi, rivendute ''pulite'' con tanto di documenti immacolati. In particolare, come hanno accertato i Finanzieri coordinati dal Procuratore Aggiunto P. Saviotti e dal Sostituto Procuratore Dr. P. Cipolla, l'attivita' di spaccio era prerogativa dei cittadini italiani, mentre gli stranieri si occupavano della ''lavorazione'' delle auto. Nel corso delle indagini i militari sono riusciti a monitorare non solo ogni singola cessione di stupefacente, ma anche a ricostruire i passaggi attraverso i quali le autovetture rubate venivano ripulite e ad individuare gli immobili e le attivita' commerciali su cui venivano reinvestiti i proventi delle attivita' dell'organizzazione. Il gruppo criminale, infatti, attraverso l'utilizzo di una strategia intimidatoria propria delle piu' note organizzazioni criminali era riuscito, in pochi mesi, ad eliminare ogni altro concorrente e ad allacciare rapporti d'affari con soggetti criminali di altre regioni italiane, in particolare campani. Sequestrati finora circa 20 kg di cocaina denaro in contante oltre a diverse armi da sparo. A finire sotto sequestro anche le due autofficine utilizzate dalla banda per rigenerare le auto. Il valore complessivo dei beni sottratti all'organizzazione nel corso delle indagini ammonta a circa 2.000.000 di euro. (07.02.11)
(ASCA)

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