"Alle volte mi sembra che un'epidemia pestilenziale abbia colpito l'umanità nella facoltà che la
caratterizza, cioè l'uso della parola, una peste del linguaggio che si manifesta come perdita di forza
conoscitiva e di immediatezza, come automatismo che tende a livellare l'espressione sulle formule più
generiche, anonime, astratte, a diluire i significarti, a smussare le punte espressive, a spegnere ogni
scintilla che sprizzi dalla scontro delle parole con nuove circostanze" (Italo Calvino, Lezioni americane,
Garzanti, Milano, 1988, pag. 58)
"Il gioco va alla velocità del pensiero, la mente è in continua azione, tutto si fa e si disfa come
nella realtà, non c'è niente di più importante, quello che conta è la possibilità combinatoria, cambiare
sempre, provare e riprovare. La mente diventa elastica, il pensiero dinamico. L'individuo creativo"
(Bruno Munari, Da cosa nasce cosa, Laterza, Bari, 1985)
"La relazione alla scrittura è la relazione al corpo…. Rinnovare l'apprendimento della scrittura è
ottenere che tutto il corpo, nella complessità delle sue coordinazioni, vi sia coinvolto; contro la rigidità
dell'antica educazione il valore oggi preminente è il proprio agio" (Roland Barthes, Variazioni sulla
scrittura, Einaudi, Torino, 1999, pag. 53-54).
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