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giovedì 14 aprile 2011

Pietro Colucci

Pietro Colucci sulla crisi

Nelle ultime settimane il settore energie rinnovabili è per l'ennesima volta è stato preso di mira da investitori ed esperti di mercato. Fattore del tutto normale visto che da una parte la crisi nucleare in Giappone, che ha spinto numerosi Governi a rivedere la loro visione sull´atomo e dall´altra l´escalation di rivolte che ha colpito i Paesi del Nord Africa e Medio Oriente, un´area che rappresenta il 35% della produzione mondiale di petrolio. Senza dimenticare l´attesa per il decreto sulle energie rinnovabili che il Governo italiano presenterà la prossima settima. In questo clima di fermento, il portale Finanza.com ha intervistato Pietro Colucci, presidente di Kinexia, società attiva nel campo delle rinnovabili quotata alla Borsa di Milano. Colucci ha spiegato a questa testata i risultati dell´esercizio 2010 e i progetti futuri della società.

I conti di Kinexia hanno mostrato una crescita rispetto al 2009, culminata con un ritorno all´utile per 1,3 milioni di euro. Il fatturato è decisamente salito a 98 milioni dai precedenti 16 milioni, mentre l´Ebitda è passato a 10 milioni da 1,2 milioni di euro. "Il bilancio 2010 rappresenta un nuovo inizio per Kinexia e l´arrivo dell´utile ne è la conferma più evidente", commenta il presidente Colucci. Il Cda non ha distribuito il dividendo ma, assicura Colucci, per il 2011 "sarà una garanzia". Kinexia ha strappato lo scorso anno importanti autorizzazioni nel fotovoltaico, sia in conto proprio sia per conto terzi. Il rovescio della medaglia riguarda il business eolico e le biomasse, dove i progetti per ora rimangono in stand-by.

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