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lunedì 22 agosto 2011

L’effetto dell’anello di caffè

L’effetto dell’anello di caffè

Il caffè si è guadagnato la prima pagina su Nature, una tra le più antiche e prestigiose riviste scientifiche (basti pensare che l’uscita del primo numero nel 1869 si apriva con gli aforismi sulla natura di Goethe).

Nature_cover_1869_Wikicommons

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L’articolo pubblicato parla dello studio di Peter Yunker e di alcuni suoi colleghi dell’Università della Pennsylvania sul comportamento di sospensioni in fase di evaporazione.

Un fenomeno comune. Osservando una macchia di caffè su una superficie solida si nota un’evaporazione non uniforme. Al centro la macchia si asciuga e si crea un bordo più scuro. Il fenomeno, per la sua peculiarità, ha ricevuto anche un nome scientifico: “effetto dell’anello di caffè”.

Questo comportamento però si verifica in sistemi con costituenti di ogni tipo, dai colloidi, alle nanoparticelle, alle molecole individuali e, nonostante il vasto utilizzo di pellicole uniformi (nella stampa e nella biologia in generale), la trasversalità del fenomeno l’ ha reso difficile da evitare.

Con questo studio si è verificato sperimentalmente che la forma delle particelle, costituenti la sospensione, determina la dinamica dell’evaporazione. Particelle a forma sferica causano l’effetto “anello di caffè”, mentre particelle ellissoidali no. La scoperta interessante determinata da lavoro è stata che una sospensione di particelle rotonde con una piccola componente di particelle ellissoidali non comporta l’effetto “anello di caffè” poiché vengono variate le interazioni tra le particelle stesse. Si riesce così a ottenere film sottili e uniformi senza dover modificare la composizione chimica del particolato o del solvente.

Intuibili le applicazioni degli studi ad esempio per la realizzazione di inchiostri per stampanti o vernici.

Leggi l'articolo su Amici del Caffè


Per approfondire sulla rivista Nature [link]

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