Con il Patrocinio
Sbrenda Teatro e Marvuncanny
Presentano
I PRINCIPI CHE ERAVAMO
Teatro dell’Orologio Sala Orfeo
Via De’ Filippini, 17/a Roma Tel. 0668392214
Dal 20 marzo al 1 aprile 2012
Dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 18 e ore 21 domenica ore 18
Libera riscrittura dell’opera di Antoine de Saint-Exupery
PRIMA NAZIONALE
Con: Michele Balducci, Il piccolo Principe
Antonio Calamonici, Il maestro dei sogni
Enrica Nizi, L’assistente
Letizia Letza, La rosa
Regia: Francesco Piotti
Con le musiche originali di Mimosa Campironi
Tecniche digitali, Scenografia virtuale: Alessio Bianciardi
Assistente Scenografia Virtuale: Chiara Bertin
Scenografia: Daniele Spisa
Assistenti scenografia: EneasMedeot
Chiara Bertin
Costumi: Laura Chiusolo
Danila Del Percio
Assistente ai costumi: Viviana Crosato
Aiuto regia: Sergio Proto
Locandina: Paolo Moretti
La produzione:
Uno spettacolo prodotto dal Basso. è la storia di un camionista che decide di dare parte del suo stipendio per realizzare una favola, e questa favola dal 20 marzo sarà in scena al Teatro dell’Orologio!
Ufficio stampa: Francesco Caruso Litrico
Un disegno di un bambino, che per gli adulti raffigura semplicemente un cappello, è destinato a farvi visita trasformandosi in una porta che aspetta solo di essere varcata, un uomo vivrà l’avventura, costellata di tramonti, gioie da riscoprire e identità da ritrovare. E quella rosa, unica al mondo e mai dimenticata, adesso è là davanti agli occhi, col cuore che pompa sangue blu per prendersene di nuovo cura.
Uno spettacolo realizzato con l’apporto della tecnologia digitale
Il Piccolo Principe l’ho immaginato come un viaggio interiore, un’avventura immaginifica alla riscoperta di sé.
Quando da piccolo, come molti, leggevo l’opera di Saint- Exupery era difficile non stare dalla parte di quel ragazzino biondo ed oggi mi chiedo cosa sia rimasto di quei valori nella società contemporanea, sull’orlo della bancarotta fraudolenta. Il Piccolo Principe dovrebbe tornare come gemma che opera dall’interno,per distruggere quelle corazze che il “sistema del cinismo” ha inalato spacciandole per elisir di successo e benessere.
Ho immaginato che due “creature” che abitano un paese lontano(ma più vicino di quanto si pensi) ci vengano a trovare, trasportandoci lungo un viaggio onirico nel “paese delle nostre meraviglie”, lontano anni luce dall’etica della finanza creativa, più vicino a quello che saremmo potuti essere.
La narrazione si poggia su due pilastri apparentemente contrapposti che convivono come anime diverse di una stessa persona: La tecnologia e l’artigianato, La scenografia virtuale e il teatro di strada.
Il mondo immaginario è costellato da animazioni fatte al computer, di ambientazioni nelle quali immergersi come in un sogno in 3D, mentre le due “creature” mettono in scena il mondo ed i suoi abitanti con espedienti da “baracconato teatrale” di Gilliamiana memoria. Come quando da bambini, un tavolino ed un ventilatore erano sufficienti per solcare lo spazio a bordo di una nave fantasma.
Un gioco; una messa in scena per ritrovare quella rosa perduta, abbandonata quando si è dovuti diventare “adulti”.
Ne nasce un Piccolo Principe rivisitato, rivoluzionato, spogliato da intenti retorici e pedagogici, pronto a far vivere a chiunque, la straordinaria avventura alla ricerca del Piccolo Principe che eravamo.
(Francesco Piotti)
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