Sappiamo quanto il
terremoto dell'aprile 2009 abbia inferto dure ferite al patrimonio
immobiliare e non solo, della città capoluogo dell'Abruzzo . Mentre
la periferia ha ripreso quasi una vita normale e la ricostruzione è
in fase avanzata, la zona rossa del centro storico stà ancora
aspettando decisioni circa la ricostruzione non solo degli edifici
storici (chiese, palazzi , edifici pubblici ecc.) ma anche delle
abitazioni civili private che per vetustà e per aver subito le
scosse più forti, hanno i segni irreparabili delle scosse (cosi
appare a prima vista).
Al contrario si
stà realizzando un Auditorium ( provvisorio perchè
costruito totalmente in legno)
dal costo di circa
6-7 milioni di euro progettato dal maestro Arh.Renzo Piano allo scopo
di ridare vita e vigore alla zona più vicina al centro storico . La
motivazione che si adduce è senz'altro meritevole e non senza basi
di verità, ma ci si chiede se la priorità rispetto a tanti altri
problemi che gli amministratori hanno da risolvere fosse al primo
posto. Il mio è assolutamente un pensiero personale, ma penso che
forse se a l'Aquila ci fossero 300 problemi quello dell'Auditorium
sarebbe stato il 301 esimo , senza comunque fare critiche al progetto
in sé di cui non ho le conoscenze e le capacità per poterlo fare.
Non so quale possa
essere la scelta migliore per recuperare il centro storico
dell'Aquila, ma penso che non sarà possibile riavere la stessa
urbanistica cosi come prima del sisma. Gli aquilani ben presto
prenderanno coscienza delle difficoltà che si incontrerebbero per
la ricostruzione del centro storico allo stato pre-terremoto.
Prefiguro quindi una città che avrà come base storica i palazzi
storici, chiese ed edifici pubblici , ma che le abitazioni civili e
private , dopo la loro demolizione verranno diversamente
riposizionate in modo tale che si possano ricavare spazi verdi,
strade percorribili , piazze spaziose ecc.
La storia ci
insegna che ogni evento calamitoso più o meno grave modifica il
territorio, il sisma dell'Aquila non farà eccezione , nel corso
degli anni a venire si dirà “ questa piazza, questa strada, queste
costruzioni sono frutto del terremoto dell'aprile del 2009 “ . E'
inevitabile che il sisma non lasci nel tempo il suo segno indelebile.
Gli amministratori
quindi oltre ad essere sensibili alle richieste ed alle volontà dei
cittadini, a mio avviso, dovranno tener conto delle sopravvenute
esigenze d'ordine urbanistico che il progresso impone. Miglior
viabilità, necessità di parcheggi idonei, spazi verdi, zone di
interesse turistico e di svago, oltre alla necessità di favorire il
reinsediamento delle attività. Immagino insomma un connubio di
antico e di moderno con maggior sviluppo in senso verticale per
l'insediamento degli aquilani che hanno visto distrutto il proprio
alloggio, considerato che le nuove costruzioni saranno edificate
secondo nuove tecniche antisismiche.
Negli anni
successivi al terremoto ho notato che le attività artigianali e
commerciali si sono trasferite verso la periferia su strutture
provvisorie altre no, mentre sono proliferate attività di Bed and Breakfast L'aquila allo scopo di sopperire alle capacità
recettive di alberghi non agibili e di offrire alloggio ai
lavoratori che provengono da diverse regioni italiane impegnati nella
ricostruzione .