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lunedì 10 settembre 2012

Alitalia e Malpensa

Roma, 10 Settembre 2012. Si torna a parlare dell'aeroporto intercontinentale di Malpensa, a tutt'oggi una cattedrale nel deserto. Doveva essere l'hub italiano per eccellenza, in concorrenza con Francoforte e Parigi ma, di quei sogni di gloria, non ne e' rimasta traccia. Il tutto, ovviamente, a spese del contribuente, che ha tirato fuori dalle proprie tasche qualcosa come 482 milioni di euro (contributo statale) per un hub nel deserto. Se viene riattivato lo scalo di Malpensa occorrera' chiudere quello di Linate, la gallina dalle uova d'oro dell'Alitalia, che portera' al collasso la nostra compagnia di "bandiera", che non lo e' piu', dopo le disgraziate scelte  del governo Berlusconi, che sono costate al contribuente 3,2 miliardi per separare l'Alitalia "cattiva"  da quella "buona" (si vedono oggi i risultati). Il tutto con l'accordo sindacale, tanto paga il cittadino.
Certo e' che abbiamo una bella classe dirigente, politica e sindacale, che, purtroppo, la scelgono i cittadini.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

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